Fluimucil antibiotico ritirato dal commercio: notizia vera o fake news?

fluimucil antibiotico fa male

Farmaci ritirati dal mercato perché pericolosi per la nostra salute, Fluimucil è tra essi?

Molti degli antibiotici contenenti fluorochinoloni sono stati dichiarati pericolosi per il nostro organismo e ritirati dal mercato con effetto immediato: in questa guida vi spiegheremo quali sono i rischi legati al loro utilizzo e specialmente di che medicinali si sta parlando.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha emesso un comunicato stampa in cui dichiara che alcuni medicinali contenenti fluorochinoloni potrebbero essere, a danno dei pazienti che si sottopongono a cure mediche, potenzialmente pericolosi. Si parla principalmente di reazioni invalidanti a carico del sistema scheletrico, nervoso e muscolare.

Non a caso è stato disposto l’immediato ritiro dal mercato di medicinali in cui è presente la cinoxacina, la flumechina, l’acido pipemidico e l’acido nalidixico. Secondo quanto riportato da alcuni studi, il tipo di farmaco sotto accusa è quello più utilizzato dopo la penicillina. L’invito lanciato dall’Aifa ai medici è quello di non prescrivere questi medicinali ove non necessario (ad esempio per curare sintomi non particolarmente dannosi o infezioni non gravi).

Questi ultimi, infatti, dovrebbero essere assunti con molta prudenza, specialmente dalle persone anziane o sottoposte a trapianti di organi. Questo perché potrebbe comportare dei problemi muscolari, tendiniti o addirittura problemi alle ossa.

Nello specifico Fluimucil antibiotico è un farmaco utilizzato principalmente per trattare infezioni a carico dei bronchi e provocate da batteri sensibili al tiamfenicolo, il suo principio attivo e l’acetilcisteina. Esso ha la capacità di interrompere la sintesi proteica batterica, provocandone il decesso.

In passato la società Zambon Italia aveva comunicato il ritiro dal mercato, a scopo precauzionale, di un unico lotto, nello specifico il numero 336550 in scadenza a marzo 2018. Tale ritiro si era reso necessario a seguito di controlli effettuati su bustine a campione che si erano rivelate avere il titolo del principio attivo fuori dalla specifica approvata del 95/100%. Ad oggi non riscontrano problematiche simili o effetti collaterali tali da comportante il ritiro dagli scaffali delle farmacie di tutta Italia.