Dolore alle mani: cause, rimedi e interventi mini-invasivi per tornare a sentirsi bene

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Le mani sono una parte davvero fondamentale del nostro corpo. Ci permettono di svolgere le più comuni attività giornaliere, di lavorare, di guidare, di accarezzare le persone a cui vogliamo bene. Grazie alle nostre mani abbiamo modo di toccare il mondo che ci circonda e attraverso il tatto percepiamo un’infinità di sensazioni nuove ogni giorno. Per questo quando sorgono dolori alle mani, formicolii o altri fastidi il campanello di allarme suona immediato.

Per la maggior parte di noi è impossibile fermarsi a riposare e lasciare ferme le mani. Quante volte ti sei trovato a sopportare dolori anche intensi senza poter prenderti un po’ di riposo? Spesso la mancanza di tempo o il timore di dover affrontare un intervento, ci porta a sopportare senza cercare aiuto, utilizzando rimedi casalinghi che però hanno poco successo. Vediamo allora quali sono le più comuni cause di dolore alle mani e come affrontare questo problema. Ci sono interventi mini-invasivi rivoluzionari a cui possiamo accedere rivolgendoci a un medico esperto in ortopedia della mano. Non sono molti, purtroppo, gli specialisti aggiornati e ancora troppe persone in Italia si sottopongono a metodi invasivi pensando di non avere altra scelta.

Cause di dolore alle mani: le principali patologie e i loro sintomi

La prima cosa da distinguere sono i dolori alle mani di origine traumatica rispetto a quelli di origine non traumatica, ovvero derivanti da infiammazioni o patologie di uno o più distretti della mano.

I dolori di origine traumatica riguardano contusioni, ferite, fratture e microfratture. Contusioni e ferite, se non gravi, possono essere curate a casa in poco tempo mentre, per quanto riguarda le fratture è indispensabile rivolgersi a un medico ortopedico. Egli valuterà la situazione e troverà il trattamento più idoneo per permettere una veloce ripresa dell’utilizzo dell’arto, così da evitare rigidità e difficoltà di movimento della mano.

I dolori alle mani di origine non traumatica derivano da diverse patologie che in alcuni casi, se non opportunamente trattate, rischiano di limitare e condizionare l’uso della mano. Principalmente abbiamo artrosi e artrite reumatoide, tendiniti e infiammazioni. Ci sono inoltre alcuni disturbi che ancora troppo spesso vengono associati a interventi chirurgici invasivi. In realtà la loro soluzione è più semplice di quanto tu creda. Stiamo parlando di:

  • Sindrome del tunnel carpale;
  • Sindorme di De Quervain;
  • Malattia di Dupuytren.

Vediamoli nel dettaglio e cerchiamo di capire quali possano essere i trattamenti adeguati per tornare a sentirsi in forma.

Sindrome del tunnel carpale: uno dei più diffusi disturbi alle mani

La sindrome del tunnel carpale è una sindrome da compressione nervosa che colpisce soprattutto le donne. È dovuta alla compressione del nervo mediano, all’altezza del legamento carpale traverso (tunnel carpale appunto) che si trova a livello del polso. Si manifesta con un fastidioso formicolio alle mani, in particolare del pollice, dell’indice e del medio. Il disturbo si verifica, almeno nelle fasi iniziali, di notte, impedendo alla persona afflitta dal disturbo di dormire in maniera corretta. Se non opportunamente trattato, diventa sempre più difficile da sopportare, si ha dolore durante i movimenti della mano e quando cerchiamo di afferrare oggetti. Il pollice diventa via via più debole.

Oggi esistono tecniche mini-invasive per la risoluzione della sindrome del tunnel carpale. Non dovrai più avere il timore di affrontare dolorosi interventi né tantomeno di dover tenere ferma la mano per settimane come avveniva in passato. La moderna chirurgia ortopedica permette di agire sul legamento interessato attraverso una sola piccola incisione a livello del polso, della grandezza di 1 cm. L’intervento viene svolto in anestesia locale e richiede pochi minuti. Già il giorno stesso è possibile riprendere leggere attività, mentre un recupero completo si avrà dopo circa due settimane.

La malattia di De Quervain: l’intervento ortopedico mini-invasivo è la soluzione

La malattia o sindrome di De Quervain è dovuta a un’infiammazione tendinea, in particolare dell’abduttore lungo e dell’estensore breve, i tendini diretti al pollice. I tendini vanno a toccare contro una sporgenza ossea del radio che si trova all’altezza del polso. Questo causa dolore e difficoltà nel movimento della mano.

Questa patologia si sviluppa soprattutto nelle persone che svolgono lavori manuali che comportano numerosi e ripetuti movimenti della mano e di presa con il pollice. Nelle fasi iniziali si può tentare di dare sollievo al processo infiammatorio mettendo a riposo la mano, eventualmente grazie all’uso di un tutore. Se questo non dovesse bastare si può ricorrere a un intervento di tipo mini-invasivo, risolutivo e dagli effetti immediati.

Si tratta di un’operazione che viene svolta in anestesia locale e della durata di soli 5 minuti. Come per la sindrome del tunnel carpale si interviene attraverso una piccola incisione cutanea. Si apre il canale in cui scorrono i tendini, permettendo a questi di riprendere il loro lavoro agevolmente. Non sono necessarie particolari limitazioni dopo l’intervento e la manualità della mano può essere ripresa fin da subito.

Malattia di Dupuytren: la totale ripresa della mobilità della mano è possibile

La malattia di Dupuytren comporta la progressiva comparsa di noduli e “corde” nel palmo della mano. All’inizio questi ispessimenti non sono dolorosi, ma con il progredire della malattia portano a una regressione delle dita della mano che non possono più essere flesse come prima. Anche in questo caso, invece di sopportare il fastidio e rischiare che l’avanzare della malattia diventi sempre più limitante, la scelta più semplice e completamente risolutiva è quella di rivolgersi a un medico specialista in interventi mini-invasivi.

L’intervento per la malattia di Dupuytren è ancora più semplice rispetto ai precedenti che ti abbiamo illustrato. Può essere infatti effettuato in ambulatorio. Attraverso un ago lanceolato viene sezionata la corda retrattile sottocutanea. Non c’è necessità di effettuare tagli importanti né, quindi di dover ricorrere a medicazioni. Già dal giorno successivo all’intervento la mano può riprendere la sua piena capacità motoria.