Canapa e glaucoma, utilità e benefici oggi

ll glaucoma è una patologia purtroppo ad oggi sempre più diffusa e particolarmente insidiosa perché può coinvolgere entrambi gli occhi ed è degenerativa.

Inoltre, quando la pressione intraoculare comincia ad alzarsi eccessivamente, essa può comportare danni permanenti al nervo ottico, con conseguenti cecità e ipovisione. Capiamo quindi meglio perché ciò che si produce dalla Canapa Sativa può aiutare in queste circostanze e come.

Il glaucoma, una patologia sera

Si stima che in Italia siano circa un milione e 200 mila le persone che ne soffrono, mentre nel mondo sarebbero 55 milioni. In futuro l’aumento previsto è però preoccupante, soprattutto perché la progressiva riduzione del campo visivo porta la persona affetta a vedere come attraverso un cono, giungendo quindi alla cosiddetta visione tubulare.

L’effetto finale, infatti, è in genere il riuscire a vedere solo una piccola parte di ciò che si ha davanti ai propri occhi. Gli studi per la cura del glaucoma proseguono tuttora senza sosta, dando vita a numerose novità in campo medico e terapeutico. Non ultima, quella che ha portato a riconoscere i grandi effetti benefici della canapa su questa patologia.

Non stupisce quindi come sempre più persone ne acquistino i prodotti, certi degli enormi benefici sul piano fisico e psicologico. Come per quelli disponibili su pura cbd, store autorizzato che da tempo si occupa della coltivazione, lavorazione e successiva vendita di canapa light.

Gli studi recenti sulla Canapa Sativa

Nell’ottobre 2006 c’è stato uno studio condotto all’Università di Aberdeen a opera di ricercatori del Regno Unito e dal titolo “Quel derivato della cannabis che può curare il glaucoma”, che si è dimostrato un ottimo punto di partenza nella ricerca di una cura efficace per il glaucoma.

Attualmente, si tenga conto che la pressione intraoculare non è più considerata la causa della patologia del glaucoma, ma piuttosto un importante fattore di rischio che può operare insieme ad altri fattori.

In particolare, questo studio ha preso in esame 6 pazienti con questo disturbo, ai quali è stato somministrato tramite uno spray 5 mg di delta-9-THC, o 20/40 mg di CBD, o un placebo.

Lo scopo dei ricercatori britannici era appunto quello di valutare gli effetti della somministrazione orale di una piccola dose di questi componenti sulla pressione intraoculare, così da poterne stabilire l’eventuale sicurezza ed efficacia.

A distanza di sole 2 ore dalla somministrazione, le persone che avevano assunto THC hanno già mostrato una riduzione della pressione intraoculare rispetto al placebo. Tutto ciò ha dimostrato che un’unica dose di 5 mg di THC può contribuire a ridurre, almeno temporaneamente, la pressione intraoculare nei pazienti affetti e può essere ben tollerata.

Non solo, tutti i cannabinoidi, dei quali fa parte anche il THC, possono migliorare anche la circolazione sanguigna della retina, oltre a possedere importanti funzioni neuro protettive e antiossidanti, utilissime nel miglioramento del glaucoma.

Un altro importante studio risalente al 2007 e pubblicato sull’Ophtalmic Research, riguardava invece uno studio condotto da studiosi statunitensi sul possibile ruolo del THC nella terapia del glaucoma.

Anche in questo caso si è visto come il THC abbia un effetto neuro protettivo e la capacità di preservare l’integrità delle cellule ganglionari della retina, ovvero le cellule che possono danneggiare in modo irreversibile la vista del paziente, tutto ciò attraverso una riduzione della pressione intraoculare.

Il glaucoma, una patologia in forte crescita

Secondo gli studi dell’OMS, di tutti i pazienti con glaucoma, sono circa la metà quelli che non sanno di essere affetti da questa patologia. Un numero preoccupante, che fa ancora più riflettere se si pensa che la diagnosi è solitamente tardiva e fatta quando ormai la patologia è già piuttosto progredita.

Per quanto riguarda l’età media, la fascia d’età più colpita è sicuramente quella degli anziani, a partire dai 60-65 anni, anche se questo disturbo può comunque interessare anche le persone più giovani, già a partire dai 40 anni.

Delle novità in campo terapeutico si è anche parlato nel 2018, nel 2° congresso internazionale dell’Associazione italiana per lo studio del glaucoma, dove sono state introdotte le nuove terapie e i nuovi dispositivi chirurgici, come i MIGS, ovvero i Minimally Invasive Glaucoma Surgery.

Si tratta di “microcannule” che, una volta impiantate, normalizzano la pressione intraoculare. Il problema è che purtroppo queste strategie chirurgiche sono molto costose e oltretutto gli esiti non sempre sono soddisfacenti.

L’aiuto e il supporto quindi di nuove soluzioni in questo campo, come quelle dei derivati della Canapa Sativa, ancora di più riveste un ruolo ad oggi importantissimo per i pazienti.

Gli altri benefici della Canapa Sativa

Negli ultimi anni c’è stata grande attenzione verso il Tetraidrocannabinolo, in quanto i suoi benefici possono essere di tipo terapeutico, psicotropo o ricreativo, così come sull’Acido cannabidiolico o cannabidiolo, a cui sono stati attribuiti effetti curativi.

Il cannabidiolo, in particolare, presenta potenziali benefici utili nel trattamento dell’infiammazione e del dolore cronico, oltre a fungere da neuroprotettore.

Il CBD può essere quindi utile per diversi disturbi neurologici. In particolare per l’epilessia, vertigini, ansia o stress e nel trattamento della sclerosi multipla.