Come correggere il dito a martello: le soluzioni 

Il dito a martello consiste in una deformità del piede, che colpisce la seconda falange del piede. Il dito a martello comporta che il dito tende a puntare verso l’alto, anziché essere dritto; si tratta di una deformità che nella maggior parte dei casi colpisce il secondo o terzo dito, ma non è escluso che colpisca anche le altre dita del piede.

Noto anche come ‘dito ad artiglio’ questa deformità comporta che le dita assumono una forma a T e deformano di conseguenza anche l’avampiede.

Non si tratta solo di un problema di natura estetica, il dito a martello comporta anche difficoltà pratiche come quelle di muovere le dita dei piedi e fletterle, difficoltà nel camminare, comparsa di calli sulle dita, ed anche dolore in alcuni casi, quindi diminuzione della funzionalità del piede e della camminata.

Fattori di rischio per la comparsa del dito a martello sono traumi, diabete, artrite, malattie neurologiche, alluce valgo, e fascite plantare.

Anche l’uso di calzature eccessivamente strette o tacchi alti a punta stretta, che costringono il piede ad una posizione innaturale, possono essere alla base della formazione di questo tipo di difetto, come pure l’uso di calzini stretti e scarpe di numero inferiore. La deformazione comunque sembrerebbe facilitata da una predisposizione congenita acquisita della persona che ne soffre; è quindi nota una familiarità nella presenza del dito a martello, che comunque colpisce soprattutto le donne in età avanzate. Esistono comunque dei trattamenti a questo problema che, come abbiamo visto, non è solo di natura estetica. Trattamenti che nella maggior parte dei casi sono chirurgici, e che consentono di recuperare la normalità della camminata e di far sparire il dolore.

 Diagnosi e trattamento chirurgico e non del dito a martello

La diagnosi delle dita a martello si effettua attraverso una visita specialistica ortopedica. In genere per la diagnosi non è necessario ricorrere ad esami strumentali, se non per valutare l’esistenza di patologie associate per mezzo della radiografia (come alluce valgo, o il piede cavo).

Come si tratta il dito a martello?

Esistono diverse tipologie di trattamento in questo caso: uno conservativo, per mezzo di ortesi, ed una correzione chirurgico.

Il trattamento conservativo mira alla riduzione manuale del problema, per mezzo di ortesi che minimizzano lo sfregamento delle dita con il calzare e di conseguenza l’aggravarsi del problema.

Se però il dito a martello prosegue a peggiorare, e comporta dolore e fastidio o problemi nella camminata, allora non rimane altra soluzione se non la correzione chirurgica.

L’intervento chirurgico per il dito a martello mira a ristabilire l’asse del dito corretto, eliminando la detrazione in flessione. Ci sono due tecniche principali che vengono usate per correggere il problema.

Si possono utilizzare diverse soluzioni chirurgiche, attraverso il blocco in estensione dell’articolazione del dito (con una perdita parziale della sua funzione, e a causa di ciò si tratta di una tecnica meno utilizzata, nonostante la perdita di funzionalità sia davvero limitata), oppure la tecnica percutanea per il dito a martello. Essa modella e taglia le ossa per mezzo di minuscoli interventi attraverso piccoli tagli nella cute, e non necessita di incisioni chirurgiche.

La correzione finale del dito a martello è assicurata, con un bendaggio che protegge il piede.

Bisogna poi procedere alla riabilitazione dopo l’intervento per la correzione del dito a martello, che è necessario per recuperare il più possibile, e velocemente, la funzionalità del piede. Ci sono diversi esercizi di stretching per le dita del piede che possono tornare utili dopo un intervento per le dita a martello, per rafforzare i muscoli e ritrovare da subito una maggiore flessibilità e normalità nella camminata.