Il diritto alla Salute, tra limiti e obiettivi

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il Diritto alla Salute è riconosciuto dal nostro ordinamento ed è addirittura uno dei diritti supremi, in quanto previsto e indicato all’interno dell’articolo 32 della Costituzione.

Nel nostro Stato, quindi, ogni individuo avrà diritto alla salute, potrà ottenere le cure e potrà anche richiedere di non pagarle, qualora il suo reddito non glielo consenta.

Tuttavia, in merito alla salute, alla sua definizione ed anche alla percezione che si potrà avere dello stato di salute, si possono incontrare opinioni differenti, legate alla singola persona.

Che cos’è lo stato di salute?

Molti percepiscono la salute come l’assenza della malattia, ma in tanti casi si può estendere questa definizione oltre i confini della semplice patologia. Infatti, la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, già nel 1948, diede una definizione di salute che comprendeva non solo il benessere del corpo, ma anche quello psicologico e sociale, elementi che spesso oggi vengono ancora trascurati a livello della società.

Una persona può non essere fisicamente malata, ma avere problemi psicologici, oppure sentirsi insicura a causa delle condizioni nelle quali si trovi la comunità nella quale viva. Ad esempio la congettura economica negativa ha provocato in moltissime persone stati di ansia, di depressione e di malessere, che potrebbero anche esulare dal concetto stretto di malattia ma che, in concreto, hanno reso tanti italiani delle persone malate da un punto di vista più generale.

Lo Stato, quindi, sempre secondo le definizioni della Costituzione, dovrebbe impegnarsi non solo per eliminare le malattie fisiche, ma anche per aiutare gli italiani a stare meglio con se stessi, nella propria famiglia e sul posto di lavoro, in un modo molto più ampio e onnicomprensivo.

Agire sulla propria salute

Tante persone percepiscono la salute come qualcosa di ingovernabile, quasi come una sentenza contro la quale non sia possibile ottenere un appello. Tuttavia, al di là di quelle che possono essere le condizioni genetiche che contribuiscono alla presenza, o meno, dell’ottimale stato di salute, negli altri casi ogni individuo avrà la possibilità di agire sulla propria salute, per migliorarla e mantenerla. Esistono, in particolare, fattori modificabili che possono fare davvero la differenza, come l’alimentazione, la pratica di una regolare attività fisica, l’assunzione di sostanze intossicanti.

Sono noti a tutti gli effetti negativi correlati al fumo, all’assunzione di alcol e alla sedentarietà, elementi che possono, se trascurati, ridurre anche di molti anni la durata della vita di un individuo. Inoltre, se il singolo può agire sulla propria salute, anche lo Stato potrà aiutare la collettività a stare meglio, sempre riferendosi alle definizioni generali, come quella dell’OMS. Infatti, potrà ridurre il disagio sociale, che spesso porta ad un ricorso sporadico alle cure mediche, potrà effettuare interventi per aumentare l’occupazione e potrà promuovere programmi di prevenzione e profilassi per raggiungere un livello di benessere molto più ampio in tutte le zone del Paese.

L’obiettivo salute

La salute, intesa come status di benessere a trecentosessanta gradi, dovrebbe, quindi, essere un obiettivo fondamentale sia per gli individui sia per le istituzioni.

I singoli dovrebbero impegnarsi al fine di mantenere a lungo la propria salute, mettendo in atto i comportamenti corretti, mentre lo Stato dovrebbe estendere il proprio concetto di salute oltre i limiti spesso presenti in tanti organismi pubblici.