Disturbo dissociativo dell identità: casi famosi

i casi di personalità multipla più conosciuti

La personalità multipla è una delle psicopatologie che suscita maggiore interesse nel pubblico. Da dove proviene questa notorietà? Diamo uno sguardo ai casi principali

Il disturbo dissociativo dell’identità non è altro che il fallimento del meccanismo d’integrazione tra due fattori: memoria e coscienza. L’aspetto principale del disturbo della personalità  è la presenza di due o più entità distinte che prendono ripetutamente il controllo del comportamento di un singolo soggetto. Il fenomeno è accompagnato dall’impossibilità a rammentare informazioni personali anche importanti. Ciò non è provocato dall’uso di sostanze tossiche oppure da una condizione medica generale.

Il caso di disturbo dissociativo più famoso risale al l971 e vide come protagonista una giovane ragazza tedesca che, improvvisamente e senza alcuna conoscenza linguistica, iniziò a parlare fluentemente la lingua francese. Il medico Eberhardt Gmelin, dopo un’attenta analisi affermò che la giovane potesse assumere una personalità o l’altra, semplicemente muovendo le mani in una determinata maniera.

Retrocedendo negli anni, sino al 1816, vi è il caso si Mary Reynolds, che per molti rappresenta il primo caso seriamente riconosciuto in campo medico. La ragazza nota come una persona introversa e solitaria, nata in Inghilterra, si trasferì negli Stati Uniti negli anni seguenti. Dopo aver trascorso alcune settimane in stato di sordità e cecità totali, si risvegliò con una personalità completamente diversa (scherzosa, estroversa…). Alla stregua di una bambina: senza alcun ricordo di ciò che era stata fino a quel momento la sua vita, senza la consapevolezza di sapere chi fosse la sua famiglia e senza ricordare nemmeno come si facesse a tenere una penna in mano per scrivere.

Cinque settimana dopo, la sua personalità originaria tornò a manifestarsi dopo un periodo di sonno lungo ben 20 ore consecutive. A quel punto non ricordava più nulla di ciò che era avvenuto nei giorni precedenti. Questa alternanza di personalità, sempre preceduta da lunghi periodi di sonno, si susseguì per ben 15 anni. All’età di 30 anni, circa, la seconda personalità prese il sopravvento per il resto della vita di Mary.

Alla fine del XIX secolo spunta il terzo caso più famoso della storia. La paziente, una certa Felida X, una ragazza timida ed introversa che, come per magia, iniziò a mostrare due personalità opposte. Come nel suddetto caso, entrambe ignoravano l’esistenza dell’altra. Anche per lei, giunta all’età dei trent’anni, la seconda personalità instaurò completamente.

Nel 1905 lo psicoterapeuta Morton Prince descrisse nel suo libro il caso si Miss Beauchamp, trattato ancora in molti manuali di psicopatologia. La ragazza si presentò in studio lamentando inspiegabili dolori alla testa ed affaticamento, sia fisico che mentale. Durante le sessioni di ipnosi alla quale si sottopose, iniziò dapprima a dispiegare una seconda personalità (opposta alla prima), poi una terza ed ancora una quarta. Lo psicologo scrive che quando la ragazza andava in vacanza manteneva una corrispondenza separata con ciascuna delle quattro. Dopo vari anni di terapia, lo psicologo, riuscì finalmente ad integrare le varie personalità della paziente, anche se i ricordi della terza andarono totalmente persi.

Ma il caso che rese noto al grande pubblico il disturbo dissociativo d’identità fu i quello di Chris Costner nel 1957. Anch’essa giunse in ambulatorio lamentando forti dolori alla testa per i quali ne lo specialista Thgpen ne Cleckey riuscirono a capirne la causa. Dopo varie sedute la giovane iniziò a mostrare altre due personalità, fino poi a raggiungere quota sedici. In suo onore fu scritto anche un libro, uno dei più famosi della letteratura psichiatrica popolare “i tre volti di Eva”, che fu anche portato nelle sale cinematografiche.

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