Biofeedback e bambini: il neurofeedback nel trattamento dello spettro autistico

biofeedback

Il biofeedback è utilizzato spesso per trattare e alleviare le problematiche dovute allo spettro autistico nei piccoli: anche i bambini, infatti, possono beneficiarne. Con biofeedback intendiamo tutte quelle forme di risposta a stimoli biologici che ci permettono di migliorare la gestione di ansia, stress, ipertensione. Conoscere le cause fisiche che producono tali stati emotivi aiuta ovviamente a ridurli. Di tali risposte fa parte la branca del neurofeedback, che permette di gestire e regolare le onde cerebrali all’interno di determinati parametri.

Il neurofeedback è stato molto utilizzato per il trattamento di bambini con autismo e per altre patologie affini. Il bambino apprende come autoregolarsi e avere maggiore consapevolezza di sé e questo apprendimento potrà essere utilizzato in tutti i contesti della vita. Lavorando sul neurofeedback, e quindi andando a regolarizzare le onde cerebrali del bambino autistico, il piccolo impara a modulare la propria attività cerebrale. Lo psicologo che lo segue condivide questo training sostenendolo, verificando se vi sono progressi e modulando l’intervento in base agli obiettivi da raggiungere.

IL TRATTAMENTO CON NEUROFEEDBACK

Attraverso il neurofeedback è possibile verificare i parametri delle onde cerebrali: Delta, Theta, Alfa e Beta valutando le strategie da attuare. Il trattamento con neurofeedback è utile non solo per i bambini che soffrono di disturbi dello spettro autistico ma anche per coloro che hanno problemi di ansia e concentrazione.

PERCHÉ È NECESSARIO REGOLARIZZARE LE ONDE CEREBRALI PER IL TRATTAMENTO DELL’AUTISMO?

I bambini autistici hanno deficit di attenzione. Si stima che uno dei maggiori “colpevoli” di tale deficit sia un numero elevato di onde Delta che influiscono a livello cerebrale mantenendo la mente in uno stato in cui è difficile essere concentrati e apprendere. Per questo, adottare strumenti che gestiscano le onde cerebrali – e quindi le tencinche del neurofeedback – può risultare un aiuto enorme per tutti i bimbi affetti da ASD. Trattati con tali strumenti, infatti, i piccoli apprendono delle strategie per migliorare e mantenere l’attenzione che, una volta imparate, possono essere generalizzate anche ad altri contesti (a scuola, nello studio e a casa).

Testimonianze e dati (qui alcune testimonianze sull’utilizzo e l’efficacia del neurofeedback nel trattamento dello spettro autistico) hanno riportato come la tecnica neurofeedback abbia migliorato notevolmente la qualità della vita di molti bambini che lo utilizzano. I risultati dimostrano una concentrazione duratura e maggiore, un linguaggio più consono e un maggiore contatto visivo.

Molte ricerche sono state effettuate sulla tecnica neurofeedback e fino ad oggi ci sono stati solo risultati positivi (ne è un esempio lo studio condotto dal Carrick Institute in collaborazione con l’Università di Cambridge: https://clinicaltrials.gov/). Il neurofeedback funziona in maniera molto semplice in quanto un individuo  è seduto davanti uno schermo ed osserva i propri segnali fisiologici con delle risposte (feedback) che gli permettono di autoregolarsi .

Spesso questo trattamento viene paragonato al meditare in quanto l’ individuo osserva attraverso lo schermo l’attività del proprio cervello; in questo modo l’attività grafica oscillatoria di queste onde aiuta a rilassarsi.

La terapia con neurofeedback non è invasiva, non utilizza farmaci ed è priva di effetti collaterali. Risulta noto che porta dei benefici psicologici, comportamentali, di apprendimento con grandi miglioramenti nella vita di tutti i giorni. Questa tecnica riduce i sintomi dell’autismo portando il cervello ad autoregolarsi.

Molti bambini hanno avuto grandi miglioramenti a scuola, a casa, nell’interazione con gli altri, nell’apprendimento, portando i genitori a credere molto in questa tecnica rendendoli più fiduciosi per quanto riguarda il futuro.

Per cosa è efficace il trattamento?

Diminuire lo stress, aumentare la concentrazione e il rilassamento, trattare l’insonnia e i disturbi d’ansia, l’emicrania ma soprattutto i disturbi dello spettro autistico (patologia molto diffusa nella nostra società): è possibile proprio grazie a questa tecnica. In questo modo il bambino e i genitori hanno la possibilità di avere una speranza per un futuro migliore, aiutando il bambino nella crescita e permettendogli di apprendere e conoscere il mondo in maniera più efficace e efficiente.

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