Ormoni tiroidei: i valori normali, quando ricorrere al medico 

ormoni tiroide

Gli ormoni tiroidei sono gli ormoni che vengono prodotti dalla tiroide, che ha il compito di regolare il sistema endocrino, nonché quello indiretto di regolare anche il sistema nervoso.

Gli ormoni che vengono prodotti dalla tiroide sono la t4, o Tiroxina, e la T3, o Tri-iodotironina. La funzione di questi ormoni per il nostro corpo e per il nostro benessere è davvero fondamentale.

Fra i compiti che essi hanno, possiamo ricordare:

  • la regolazione dello sviluppo cerebrale del feto;
  • l’azione termogenetica, vale a dire che questi ormoni hanno lo scopo di aumentare il metabolismo basale e la temperatura corporea, disciplinando la spesa energetica del corpo;
  • intervengono nella lipolisi e nella litogenesi;
  • contribuiscono a regolare la sintesi proteica;
  • regolano il metabolismo glucidico;
  • hanno degli effetti sul sistema cardiovascolare in quanto aiutano il ritorno venoso verso il muscolo cardiaco.

Non solo: questi ormoni hanno anche un ruolo nella motilità dell’intestino, nell’assorbimento di nutrienti come la vitamina B12, nella produzione endogena di altri ormoni.

Avere dei deficit di ormoni tiroidei significa anche avere delle ripercussioni a livello del sistema nervoso centrale, tanto che se durante gravidanza ed infanzia si hanno delle carenze, si possono anche varie ripercussioni sul quoziente di intelligenza.

I valori degli ormoni tiroidei

Quanto abbiamo visto basta a far comprendere quale sia l’importanza di questi ormoni e quali siano i pericoli di una loro deficienza.

Stante la loro importanza anche dal punto di vista metabolico, bisogna controllarne costantemente i valori. Laddove i valori degli ormoni tiroidei dovessero risultare troppo scarsi, ciò potrebbe anche essere una spia di una patologia della tiroide, per esempio.

Vediamo quindi quali sono i valori normali degli ormoni tiroidei:

  • Tiroxina libera: deve essere compresa fra i 10 ed i 25 pmoli/L.
  • Tiroxina totale: deve essere compresa fra 60-150 nmoli/L.
  • Triiodotironina totale: deve essere compresa fra 1,1 e 2,6 nmoli/L.
  • Triiodotironina libera: valore incluso fra 3,0 e 8 pmoli/L.
  • Tireotropina: valore incluso fra 0,15 e 3,5 mU/L.

Vediamo adesso quali possono essere le conseguenze di valori diversi da quelli qui indicati: si tratta di due malattie endocrine abbastanza comuni ed opposte, l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo

Ipotiroidismo

Condizione di chi ha una carenza di ormoni tiroidei, l’ipotiroidismo è la conseguenza di una tiroide insufficiente, che non riesce a produrre abbastanza ormoni. Sintomi di questa condizione sono: secchezza dei capelli, sensazione di freddo, peso corporeo che tende all’aumento, debolezza dei muscoli, letargia, scarsa memoria.

In alcuni casi l’ipotiroidismo può anche causare amenorrea. In generale per combattere l’ipotiroidismo si ricorre ad una terapia sostitutiva, che ha lo scopo di sostituire in parte la funzione della tiroide. Infatti, una volta che la tiroide incorra in questa problematica, la questione è irreversibile: essa, quindi, non tornerà più a funzionare regolarmente e perciò si rende necessaria una terapia sostituiva. Per migliorare la terapia, è necessario anche assumere oligoelementi come lo iodio ed il selenio, che sono necessari per mantenere in salute la tiroide.

Il farmaco che viene usato è la levotiroxina, in capsule molli o in soluzione orale.

Chiunque soffra di ipotiroidismo, se segue una terapia apposita con costanza, può svolgere una vita del tutto uguale a quella di una persona la cui tiroide funzioni correttamente.

Ipertiroidismo

Condizione contraria a quella vista, l’Ipertiroidismo consiste in quella sindrome per cui la tiroide produce più ormoni del necessario.

Questo disturbo endocrino può manifestarsi ad ogni età, e causa disturbi dell’attività metabolica, perdita di peso, insonnia, fragilità dei capelli, aumento delle contrazioni cardiache.

Il trattamento per l’Ipertiroidismo in genere include l’asportazione della tiroide, parziale o totale, o più spesso l’assunzione di farmaci che riducono la capacità di questa ghiandola di produrre ormoni.

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