A quale temperatura si conservano i farmaci?

retehphitalia.it_800x533

La filiera del farmaco è decisamente più complessa rispetto a ciò che un non addetto ai lavori potrebbe immaginare, dal momento in cui un medicinale esce dall’impianto di produzione sino a quando arriva in casa di chi lo ha comprato. Uno degli aspetti a cui è opportuno prestare la massima attenzione in tutte le fasi è, senza dubbio, quello relativo alla temperatura di conservazione: a tal proposito sono previste norme severe e che vengono aggiornate in continuazione, a dimostrazione della notevole attenzione che viene riservata allo stoccaggio e alla movimentazione di questi prodotti. Il monitoraggio è costante, e nessun dettaglio può essere lasciato al caso: è per questo motivo che l’Unione Europea ha previsto, per il trasporto dei medicinali e più in generale delle sostanze farmacologiche, un disciplinare il cui obiettivo è proprio quello di garantire il mantenimento della qualità.

Il rispetto della temperatura di conservazione è indispensabile non solo per assicurare l’attività farmacologica stessa, ma soprattutto per fare in modo che le caratteristiche dei medicinali restino inalterate e non siano in alcun modo messe a repentaglio per il periodo di validità che è riportato sulle loro confezioni. La temperatura di conservazione non varia in base alle condizioni climatiche o alla stagione, e uno dei riferimenti normativi più importanti in materia è la Circolare n. 2 del 13 gennaio del 2000 del Ministero della Salute: si tratta di una disposizione ministeriale attraverso la quale vengono riportate le indicazioni che vanno scritte sulle confezioni dei farmaci.

A seconda del prodotto, possono essere previste la conservazione in freezer, quella tra 2 e 8 gradi, quella non sopra i 25 gradi e quella non sopra i 30 gradi. Su alcune confezioni, poi, può essere scritto di non mettere in frigo e di non congelare il prodotto. Va detto, comunque, che nella maggior parte dei casi non sono richiesti accorgimenti particolari per la conservazione, a patto che i medicinali siano tenuti al riparo della luce, in un luogo asciutto e a non più di 25 gradi. L’importante è che il foglietto illustrativo non venga mai gettato e che i farmaci restino sempre integri: nel caso in cui dovessero entrare a contatto con l’umidità o con l’aria, oppure andare incontro a una contaminazione batterica, essi si potrebbero deteriorare.

I farmaci che devono essere conservati tra i 2 e gli 8 gradi, cioè a una temperatura tipica da frigorifero, sono quelli che risultano sensibili al calore, come l’ormone della crescita, l’eritropoietina e l’insulina. In questa categoria rientrano anche gli interferoni, i vaccini da iniettare e alcuni tipi di colliri. Per quel che riguarda il trasporto dei medicinali, esso deve essere effettuato da specialisti del settore, come quelli di DSS Trasporti Bio Pharma. Il personale che si occupa della movimentazione di farmaci attivi, in occasione del carico, dello scarico, del deposito o della consegna dei prodotti, non deve né bere né mangiare, e ovviamente neppure fumare: queste precauzioni sono indispensabili per prevenire qualsiasi tipo di possibile contaminazione.

Il trasporto deve essere eseguito con veicoli ad hoc e non può prescindere dalla disponibilità di locali per lo smistamento dei farmaci e per la loro conservazione temporanea. Anche nel caso si decida di acquistare farmaci online, quasi sempre, le imprese del settore sono tenute a richiedere e ottenere delle autorizzazioni specifiche da parte delle regioni, vale a dire le autorità sanitarie a cui, secondo la legge, spetta il compito di provvedere ai controlli e di fornire le relative concessioni.

Sulle etichette dei medicinali non sono presenti indicazioni relative alla temperatura di conservazione nel caso in cui gli studi di stabilità accelerata abbiano verificato la stabilità dei prodotti in questione per 180 giorni in un range di temperatura compreso tra i 2 gradi sotto zero e i 40 gradi e in un range di umidità compreso tra -5% e 75%. Si tratta dei parametri compresi nelle escursioni che sono state osservate nelle diverse zone climatiche della Ue. Questo vuol dire che se un farmaco per cui non sono previste indicazioni particolari rimane a 40 gradi per un periodo di tempo limitato la sua efficacia non viene compromessa, e neppure la sua sicurezza. Naturalmente si deve trattare di un’eccezione, poiché in condizioni normali sono comunque richieste temperature minori.

In sintesi, la temperatura di conservazione è uno degli aspetti più importanti da prendere in considerazione per il corretto funzionamento dei farmaci, sin dal momento in cui essi vengono trasportati. A tal proposito, è indispensabile che tutti i materiali attivi siano documentati con precisione, per fare sì che ogni addetto coinvolto nella filiera, inclusi gli autisti e coloro che si occupano dello scarico merce, sia consapevole del livello di rischio e di delicatezza della propria mansione.