Ansia, cos’è, a cosa serve e perché curarsi

Disturbi ansia

Capita a molti di noi di sperimentare nel corso della propria vita sintomi legati ad uno stato di ansia. Il più delle volte ci accorgiamo di avere il cuore in gola, di sentirlo battere all’impazzata per poi riprendere a funzionare normalmente. Il senso di soffocamento, quel nodo che sentiamo nello stomaco ed il senso di irrequietezza, sono solo alcuni dei sintomi che si manifestano quando c’è qualcosa che non va. E’ frequente che durante alcuni momenti cruciali della nostra vita come ad esempio, il cambio di lavoro, una separazione, la nascita di un figlio ecc…l’ansia si manifesti in modo evidente. L’ansia, infatti, si caratterizza come una condizione di tensione che si manifesta con timore, apprensione, attesa inquieta e, spesso con una serie di correlati fisiologici come tremori, sudorazione, palpitazioni, senso di affaticamento, difficoltà a respirare normalmente.

E’ necessario sottolineare che l’ansia di per sé non è un fenomeno anomalo, bensì può rappresentare un valido aiuto per superare momenti critici, momenti nei quali è necessario un cambio di rotta nella nostra vita. L’ansia è un’emozione di base, rappresenta uno stato di attivazione per l’organismo che ci mette in allarme quando una situazione viene percepita come pericolosa. Nei mammiferi l’ansia attiva l’immediata esplorazione dell’ambiente, nella ricerca di rassicurazioni e/o vie di fuga dal pericolo. Il corpo si prepara a queste evenienze attraverso una serie di fenomeni neurovegetativi come ad esempio l’aumento della frequenza del respiro, del battito cardiaco (tachicardia), della sudorazione, le vertigini, ecc.. Questo accade per permettere, ipotizzando di trovarsi in una situazione di reale pericolo, all’organismo di avere la massima energia muscolare per poter fuggire o attaccare, scongiurando il pericolo e garantendosi la sopravvivenza.

L’ansia garantisce dunque una importante risorsa perché ci protegge dai rischi, mantenere lo stato di allerta.

Ma allora perché a volte l’ansia si traduce in sintomi che ci spaventano?

Quando l’attivazione dell’ansia è eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alle situazioni, agli eventi, siamo di fronte ad un disturbo d’ansia, che può rendere una persona incapace di affrontare anche le più comuni situazioni. Il disturbo d’ansia è il più comune all’interno della popolazione e spesso causa sensazioni di inabilità nel portare avanti la propria vita. Molte persone ricorrono a trattamenti farmacologici che riescono, a volte, a sollevare e rendere meno severa la sintomatologia, tuttavia la farmacologia, nonostante sia utile nell’alleviare il sintomo, non può garantire la risoluzione del disagio.

Sarebbe opportuno intraprendere un percorso di psicoterapia o di sostegno psicologico che aiuti il paziente il comprendere da dove origina lo stato di attivazione che sta sperimentando. Spesso ci sono dei collegamenti tra le situazioni della nostra vita quotidiana che riattivano paure sperimentate durante l’arco della nostra vita. Eventi che, di per sé, possono apparire insignificanti sono, inconsciamente, accostati ad eventi passati in cui abbiamo sofferto o ci siamo sentiti in pericolo. Riuscire ad individuare i pensieri automatici che attivano il nostro sistema nervoso preparandolo all’attaccato o alla fuga, ci consente di imparare a gestire il disturbo garantendo un alleviamento, se non la scomparsa, del sintomo stesso.

I disturbi d’ansia

I disturbi d’ansia clinicamente diagnosticati dal DSM 5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali )  sono i seguenti:

  • Disturbo d’ansia da separazione
  • Mutismo selettivo
  • Fobia Specifica
  • Disturbo d’ansia sociale
  • Disturbo di panico
  • Agorafobia
  • Disturbo d’ansia generalizzato
  • Disturbo d’ansia da condizione medica
  • Altro Disturbo d’ansia specifico
  • Disturbo d’ansia non altrimenti specificato

Stando a queste indicazioni fornite nel DSM–5 (American Psychiatric Association, 2013), i disturbi d’ansia differiscono dalla normale paura o ansia evolutive, dunque legate allo sviluppo, perché sono eccessivi o persistenti. La durata è tipicamente di 6 mesi o più e sono eccessive rispetto allo stadio di sviluppo. Molti disturbi d’ansia si sviluppano in età infantile e tendono a persistere nell’età adulta quando non curati.

Il trattamento dell’ansia

Il trattamento dell’ansia nell’ambito delle psicoterapie comporta l’eliminazione o la riduzione del sintomo nonché il raggiungimento di un adeguato adattamento dell’individuo all’ambiente. Gli approcci terapeutici al trattamento dell’ansia si differenziano in base all’orientamento teorico di pertinenza del terapeuta e dal carattere pervasivo della condizione ansiosa. In ogni caso, qualora la sintomatologia ansiosa diventi severa, impedendo la conduzione delle normali attività lavorative e sociali, è bene rivolgersi ad uno specialista. La vera cura resta quella fatta di parole e di ascolto empatico.

Articolo a cura di : Dott.ssa Psicologa Laura Tullio

Articoli correlati