Ansia e disturbi d’ansia, come curarla senza farmaci

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Si può combattere l’ansia senza ricorrere alle medicine? Chi soffre di disturbi d’ansia o ha sperimentato una crisi acuta da attacco di panico sa bene quali sono le sensazioni che si provano: l’impotenza, il cuore che batte all’impazzata, il sudore che cola per tutto il corpo, l’impressione vivida di stare per morire. È naturale, dunque, provare ogni metodo possibile per cercare di curare l’ansia. Molti ricorrono ai farmaci, ma questi non sono una soluzione definitiva e, in molti casi, rischiano di peggiorare la situazione e di provocare uno scollamento dalla realtà. Per comprendere come sia possibile vincere l’ansia e tutte quelle patologie che vanno sotto il nome di disturbi d’ansia è necessario, innanzitutto, capire cosa è l’ansia.

Che cos’è l’ansia?

L’ansia è un’emozione fisiologica e adattiva, esattamente come la rabbia o la paura. Ciò significa che, nello spettro delle emozioni che possiamo provare, l’ansia ha un suo ruolo specifico, quello di preparare l’individuo ad affrontare eventi futuri, pericolosi o meno, innescando una serie di cambiamenti a livello fisico e psicologico.

Nei momenti di ansia comunemente si manifestano quei “sintomi” che servono a predisporci all’azione: accelerazione del battito cardiaco, aumento della temperatura corporea, aumento del ritmo respiratorio e aumento del livello di attenzione. Sono tutti fenomeni normali che, anzi, contribuiscono a migliorare prestazioni e performance: pensiamo, ad esempio, alla tipica ansia che precede un esame all’università o un’interrogazione a scuola, alla preoccupazione per un colloquio di lavoro o anche una prestazione sportiva. La tensione che sentiamo addosso ci aiuta a dare il meglio di noi e raggiungere il successo. Questo, però, avviene quando sperimentiamo la giusta dose di ansia, quando l’emozione viene contenuta entro certi limiti.

L’ansia patologica e le sue forme

Quando l’ansia supera la soglia naturale, quella che si prova è una sensazione di inadeguatezza talmente forte da inibire l’azione, rappresentando un ostacolo piuttosto che uno stimolo a fare di più. In particolare chi soffre di disturbi d’ansia sperimenta uno stato di forte preoccupazione che non è di solito legato a un pericolo reale, ma tende ad anticipare in modo apprensivo possibili eventi negativi futuri. L’ansia di tipo patologico si manifesta in situazioni in cui le altre persone non si sentirebbero minacciate. Per diagnosticare un disturbo d’ansia è necessario che la paura e lo stato di agitazioni si manifesti in modo persistente, in modo più o meno continuativo per almeno 6 mesi.

Occorre sottolineare che esistono vari disturbi d’ansia. I più diffusi sono:

– disturbo d’ansia generalizzata

– disturbo da attacco di panico

-disturbo da stress post-traumatico

– fobia specifica (ad esempio aracnofobia, agorafobia etc.)

– fobia sociale

Sintomi dell’ansia: come riconoscere un attacco di ansia

La sintomatologia ansiosa prevede una vasta serie di segnali, che possono verificarsi o meno. Spesso, infatti, i sintomi di un attacco di ansia o di un attacco di panico dipendono dal soggetto che soffre di questi particolari disturbi e possono variare per intensità e durata nel tempo. I sintomi attraverso i quali possono manifestarsi i disturbi d’ansia sono:

  • palpitazioni e forte accelerazione del battito cardiaco
  • senso di soffocamento
  • tremori fini o a forti scosse
  • intensa sudorazione
  • forti dolori al petto
  • nausea e disturbi addominali
  • sensazione di svenimento e vertigini
  • sensazione di torpore agli arti e formicolio (parestesie)
  • derealizzazione cioè un senso di distacco dal proprio corpo e dai propri pensieri
  • paura di morire

La presenza di sintomi di natura fisica comporta una certa difficoltà, per la persona che sperimenta un disturbo d’ansia, nel rendersi conto del proprio disagio. Spesso, infatti, ci si rivolge al medico di base, al cardiologo o al gastroenterologo, pensando che il dolore provato sia da collegare a qualche altra patologia, ad esempio a disfunzioni cardiache nel caso della “stretta al petto” o a problemi gastrici quando si ha la nausea e non si riesce a comprenderne la causa.

Si parla di vero e proprio attacco di panico, invece, quando si sperimenta una paura improvvisa e apparentemente ingiustificata, non legata a un pericolo imminente, che raggiunge il proprio picco massimo in pochi minuti. Tale paura, inoltre, deve essere accompagnata da almeno quattro dei sintomi elencati.

Ansia e ansiolitici

Per le forme di ansia cronica, che perdurano nel tempo e incidono profondamente sulla vita dell’individuo, si sconsiglia vivamente l’uso esclusivo di psicofarmaci come ansiolitici e antidepressivi. Questo tipo di medicinali, da assumere sempre sotto la supervisione di un professionista della salute mentale, infatti, agiscono sul sintomo e possono contribuire ad alleviare in parte alcune manifestazioni dell’ansia.

Tuttavia chi assume ansiolitici va incontro al pericolo di un’assuefazione al farmaco, che indurrebbe ad aumentare progressivamente le dosi per continuare a ottenere i benefici dei medicinali nel lungo periodo. I farmaci ansiolitici come le benzodiazepine, inoltre, hanno tutta una serie di effetti collaterali quali sonnolenza, confusione e stordimento, perdita di memoria, vista offuscata, e a lungo andare depressione. Sebbene la prescrizione dei farmaci sia piuttosto diffusa è anche vero che la loro assunzione in molti casi cronicizza la sintomatologia e rende l’organismo incapace di produrre quelle sostanze in grado di stabilizzare l’umore. Infine nel momento in cui si interrompe la terapia farmacologica per tenere sotto controllo l’ansia il rischio di una ricaduta è alle porte.

Curare l’ansia senza farmaci: la psicoterapia

Per questo motivo è opportuno trattare l’ansia attraverso un percorso di psicoterapia che consenta di disinnescare i meccanismi che sono alla base dei disturbi d’ansia e degli attacchi di panico, lavorando su sé stessi affiancati da un esperto terapeuta. Un centro di psicoterapia Roma o in un’altra città può essere la soluzione migliore per superare un disagio fortemente invalidante come quello provato da chi soffre di disturbi di panico e ansia. Non c’è un solo orientamento adatto per curare i disturbi d’ansia, ma è possibile trarre molto beneficio sia da una terapia che applichi tecniche cognitivo-comportamentali, sia dalla terapia psicodinamica, sia dalla terapia breve strategica e da quelle forme di terapia che insegnino tecniche di rilassamento da applicare nei momenti di forte tensione. La psicoterapia serve a individuare l’origine del malessere e a tirare fuori dal paziente tutte quelle risorse ed energie necessarie a superare la difficoltà e riprendere la vita quotidiana serenamente.