Cefalea tensiva, cause e rimedi naturali

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A quanti non è mai capitato di svegliarsi la mattina e dire “ho un cerchio alla testa”? Di avvertire a livello del capo un dolore oppressivo e costante che ci accompagna per alcune ore o addirittura per l’intera giornata? Il mal di testa, come lo definiamo comunemente, è senza ombra di dubbio uno dei malesseri più diffusi e anche uno tra i più fastidiosi. Ma che cos’è esattamente questo cerchio alla testa? Si tratta del sintomo tipico della cosiddetta cefalea tensiva, la più diffusa tra le cefalee primarie, ma anche relativamente la meno dolorosa.

Che cos’è la cefalea tensiva e come riconoscerla?

Trattandosi della forma di mal di testa più diffusa (colpisce il 75% della popolazione, le donne in maggior numero) è bene saperne riconoscere i sintomi in modo da poter poi ricorrere alle soluzioni più adatte per contrastarla. La cefalea di tipo tensivo si caratterizza per un dolore persistente, generalmente di lieve o media intensità, non pulsante. Interessa solitamente la regione occipitale del cranio, cioè la nuca, ma può estendersi anche a tutto il capo ed è bilaterale, vale a dire che il dolore riguarda sia il lato sinistro che quello destro. Raramente risulta associata a sintomi di natura maggiormente invalidante come la presenza di nausea o vomito, l’eccessiva sensibilità alla luce (fotofobia) o ai suoni intensi (fonofobia), tipici invece dell’emicrania.
Per quanto riguarda la durata delle crisi occorre fare una distinzione tra le forme episodiche (infrequenti e frequenti) che variano da trenta minuti a sette giorni, e le forme croniche dove il dolore può persistere per settimane, mesi o addirittura anni.

Quali sono i fattori scatenanti della cefalea tensiva?

Sebbene non si conoscano con esatta precisione le cause della cefalea di tipo tensivo, gli specialisti sono concordi nell’attribuirla principalmente alla contrazione continua ed involontaria dei muscoli di capo, collo e spalle. L’origine del dolore risiederebbe, dunque, in una contrattura muscolare che, associata ad una condizione di tensione, provocherebbe il famoso cerchio alla testa. Ma quali sono i principali fattori scatenanti?
Essendo interessati i muscoli della parte superiore del corpo, una delle cause più comuni è l’assunzione di una postura scorretta che ci costringe ad irrigidirli e a tenerli in continua tensione. Per questa stessa ragione anche una cattiva occlusione dentale, tenendo in costante contrazione i muscoli di collo e mandibola, può essere causa del disturbo. Tuttavia, gli studi rivelano che tra i fattori scatenanti della cefalea tensiva svolgono un ruolo di primo piano i disturbi di natura psicologica, quali ansia, stress e depressione. Il nostro corpo, quindi, diventa una cassa di risonanza delle nostre tensioni mentali.
Anche un alterato ritmo sonno-veglia, un eccessivo affaticamento degli occhi e, talvolta, una cattiva alimentazione (carente di minerali e vitamine) possono indurre la nascita del disturbo.

Come curarla: i rimedi naturali

Sebbene si possa considerare la cefalea tensiva un “mal di testa” meno invalidante rispetto all’emicrania o alla cefalea a grappolo, la persistenza del dolore, soprattutto nella sua forma cronica, può comunque portare ad una condizione debilitante che finisce per limitarci nelle attività di tutti i giorni. Per prevenire le crisi, o quantomeno per ridurne la frequenza, è necessario intervenire sui cosiddetti fattori scatenanti. Ma in che modo si può intervenire? In alternativa all’assunzione di farmaci, ecco alcuni rimedi naturali che possono fare al caso vostro.

Un aiuto dall’agopuntura

Tra i rimedi non farmacologici per trattare la cefalea di tipo tensivo uno dei più efficaci è senza dubbio l’agopuntura . Questa antichissima e diffusissima terapia alternativa che affonda le sue origini nella medicina orientale consiste nell’applicazione di aghi su precisi punti della pelle. La stimolazione di questi punti specifici porta a liberare energia vitale, un concetto che nella tradizione cinese è di fondamentale importanza (il concetto di Qi). Altrettanto rilevante è la sensibilità della mano dell’agopuntore che esegue il trattamento: toccando i punti giusti gli aghi stimolano il rilascio da parte dell’organismo di endorfine, cioè un gruppo di sostanze prodotte dal cervello che, avendo una funzione analgesica, aiutano ad alleviare il dolore. L’agopuntura si è rivelata molto efficace proprio nel trattamento della cefalea tensiva perché in grado di allentare la contrazione muscolare di collo e spalle, inducendo anche un rilassamento psicologico oltre che fisico.

Tecniche di rilassamento: biofeedback e massoterapia

Poiché alla base di questa patologia vi è una tensione, fisica e mentale, imparare a rilassarsi rappresenta sicuramente un buon punto di partenza per impedire l’insorgere del disturbo. Il biofeedback serve proprio a questo . Questa particolare tecnica di rilassamento non invasiva si basa sull’uso di elettrodi che vengono applicati sulla pelle e restituiscono in tempo reale al soggetto in esame le informazioni captate sotto forma di segnali visivi o acustici. Restituiscono cioè un feedback sull’attività biologica del nostro organismo. Conoscere i segnali che ci invia il nostro corpo ci pone nella condizione di poter adottare delle strategie di controllo ed intervenire per modificarli. In altre parole, imparando a controllare volontariamente il meccanismo di rilassamento e contrazione dei propri muscoli si va ad agire direttamente su ciò che causa il dolore bloccandolo sul nascere.

La massoterapia, invece, è il massaggio terapeutico dei muscoli che viene generalmente eseguito con le mani (dal greco massein che significa “impastare”, “modellare con le mani”). Il massaggio può essere effettuato con diverse tecniche. Per la cura della cefalea tensiva sono particolarmente indicati il trattamento tradizionale o il massaggio svedese.
Ovviamente anche lo yoga o qualsiasi altra tecnica in grado di sciogliere la tensione della muscolatura recano preziosi benefici nei soggetti affetti da cefalea.

Fitoterapia: un aiuto dal mondo delle piante

Anche la natura ci dà una mano. Alcuni derivati delle piante sono risultati particolarmente utili nel lenire, almeno temporaneamente, il dolore cefalico. Lavanda, timo, menta, limone, valeriana, artemisia sono solo alcune delle piante che possiedono proprietà antinfiammatorie e lenitive. Tisane o infusi preparati con due rami secchi di lavanda o due fiori di artemisia, per esempio, sono perfetti per alleviare il mal di testa e lo stress che ne è la causa. Anche inalare il vapore prodotto dall’olio essenziale di lavanda versato in acqua bollente si è dimostrato un ottimo rimedio, a conferma dei numerosi benefici di questa pianta .

Altri consigli pratici

La prevenzione della cefalea tensiva passa anche, o soprattutto, da uno stile di vita sano. Ecco, dunque, qui di seguito alcune norme di comportamento che sarebbe bene rispettare:

  • Partendo dalla natura il più delle volte psicologica del disturbo, è importante cercare di evitare ogni tipo di conflitto ed in generale tutte le situazioni che possono portare ad accumulare ansia e stress.
  • Fare attenzione a non assumere posture scorrette che costringono ad irrigidire i muscoli provocandone così la contrazione.
  • È fondamentale riposare bene e rispettare il proprio ritmo veglia-sonno: sconsigliato sia dormire troppo che troppo poco.
  • Curare l’alimentazione incrementando, dove carente, l’apporto di vitamina B e magnesio.
  • Fare un’attività fisica costante, ma senza sforzi eccessivi.
  • Evitare di affaticare troppo gli occhi.

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