Fecondazione assistita, ecco come avviene

I problemi di fertilità sono abbastanza diffusi in Italia, nonostante spesso se ne parli poco.

Una soluzione al problema può essere quella della fecondazione assistita che si rivolge alle coppie che hanno problemi ad avere figli.

Esistono diverse tecniche di fecondazione assistita alle quali è possibile fare riferimento, come ci racconta la Dott.ssa Elisabetta Trabucco, esperta in sterilità e medicina della riproduzione. Spesso chiarire i dubbi su di esse può essere utile per chi abbia ancora paura di approcciarsi a questa soluzione o per chi non sia sicuro che sia quella adatta.

Possiamo dire che i numeri danno ragione a chi ritiene che la fecondazione assistita in Italia è sempre più diffusa e che c’è stato un aumento del 4,9% dei soggetti che si sono rivolti ai medici per poter avere un figlio.

In generale negli ultimi sei anni le richieste per la fecondazione assistita sono salite del 20% ed il trend è in crescita continua sia per quanto riguarda la fecondazione assistita eterologa che quella omologa.

Andiamo alla scoperta di quali sono le tecniche più usate e comuni di fecondazione assistita e di come si eseguono.

 L’inseminazione artificiale

A seconda della complessità della tecnica di fecondazione assistita si parla di tecnica di primo, secondo o terzo livello.

Nella tecnica di primo livello rientra l’inseminazione artificiale, una tecnica che permette di introdurre del seme maschile trattato in laboratorio nella cavità dell’utero e che monitora l’ovulazione per fare sì che avvenga il concepimento.

Non si procede, in questo caso, all’estrazione degli ovuli della donna ed è una tecnica di fecondazione assistita molto indicata se la donna ha problemi di ovulazione, o se l’uomo ha problemi di motilità dello sperma o di concentrazione dello sperma.

In altri casi invece è necessario passare ad una tecnica di secondo livello, come la fecondazione in vitro.

 La fecondazione in vitro

Questa tecnica è una delle più diffuse in assoluto in Italia. In sostanza essa consente ai gameti di unirsi al di fuori del corpo della donna, appunto in vitro, quindi in laboratorio. Dopo di che l’embrione viene trasferito nell’utero materno perché si possa impiantare. La tecnica in questione è particolarmente indicata per risolvere il problema di spermatozoi con problematiche serie di mobilità o che abbiano una carente morfologia.

 La FIVET

La FIVET è una tecnica di fecondazione assistita che in genere si adotta laddove si siano già tentati, senza successo, delle ipotesi di inseminazione artificiale, o se la donna ha delle lesioni alle tube di Falloppio, o ancora nel caso di endometriosi.

Prima di procedere a questa tecnica di fecondazione assistita bisogna provvedere alla stimolazione ovarica, una fase che dura fino a 20 giorni. Dopo di che si passa alla fase successiva, col prelievo degli ovociti della donna in sala operatoria, una operazione molto rapida che avviene in sedazione.

Gli ovuli sono fecondati dagli spermatozoi e gli embrioni sono selezionati e valutati sulla base della loro morfologia. Solamente i migliori sono trasferiti all’interno dell’utero della paziente.

 FIV Genetic

Una tecnica di fecondazione assistita molto moderna, e ritenuta anche estremamente all’avanguardia, è la FIVET. Si tratta di una tecnica che consente di effettuare una diagnosi genetica prima di procedere all’impianto della fecondazione in vitro. Questa diagnosi serve appunto per aumentare in modo esponenziale (fino al 70%) le probabilità di successo dell’intervento.

 La fecondazione eterologa

Infine, la fecondazione assistita eterologa è un’altra possibilità per potere avere un figlio. Si tratta di una tecnica di fecondazione assistita nella quale o l’ovulo o lo sperma non appartengono ai genitori ma ad un terzo che funge da donatore. In genere vi si ricorre se la donna ha un’età avanzata o se ha subito molto aborti. Ci sono comunque delle modalità di selezione della donatrice che dev’essere sempre sana e senza problemi.