La depressione giovanile 

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La depressione è il male del nostro secolo, si sente spesso dire. Ed in effetti quella sensazione di tristezza ed inadeguatezza accompagna molte vite in una società complessa e frustrante. Ma è soprattutto la depressione giovanile ad essere molto preoccupante: molti giovani fra i 20 ed i 30 anni, 800mila in Italia secondo le stime, soffrono di depressione giovanile e ansia che spesso si ripercuotono sulla loro vita e sulle loro certezze.

Come ci racconta la Dott.ssa Serenella Salomoni, Psicologa con studio a Padova che più volte ha trattato l’argomento del disagio giovanile dalle pagine del suo blog, i giovani depressi in Italia sono davvero moltissimi, e molti ragazzi sperimentano fasi di svogliatezza, ansia, disturbi della personalità e dubbi esistenziali. Il fenomeno della depressione giovanile sembra essere in aumento negli ultimi anni e la media nazionale di ricoveri per disturbi psichiatrici fra i giovani è salita di molto. L’OMS aveva già previsto che i disturbi mentali fra i giovani sarebbero saliti sempre di più ed i dati sono allarmanti: perché la depressione giovanile è così diffusa? Si tratta di una domanda che dobbiamo rivolgere alla società stessa, essendo davvero peculiare che così tanti giovani percepiscano questa sensazione di inadeguatezza ed ansia. Il motivo dell’ansia giovanile e dei problemi sono da ricercare assai probabilmente nello stile di vita di oggi, in un contesto molto fragile e complesso, in una società in continua evoluzione che corre velocemente e che travolge le aspettative. Nella società i giovani si trovano da soli ad affrontare la realtà e spesso anche l’incertezza lavorativa non aiuta. La società social, fatta di emozioni virtuali e di poche emozioni reali, certamente non aiuta nella creazione di legami profondi.

D’altro canto, c’è anche chi sottolinea che oggi i farmaci contro depressione e ansia siano prescritti con eccessiva leggerezza in luogo di una seduta con lo psicologo.

 La società del malessere

Viviamo in una vera e propria società del malessere dove le preoccupazioni per il futuro si addensano sulla vita dei giovani, spesso stringendola e impedendo loro di vivere pienamente e serenamente. I giovani, suggeriscono degli psicologi americani, non sono più abituati a ricercare il sostegno e si sentono soli. Questa sensazione amplifica l’ansia e la depressione, del resto siamo sempre meno abituati ad entrare in contatto con le nostre emozioni e nelle relazioni individuali.

Le persone oggi cercano più l’indipendenza, il benessere economico e meno la famiglia ed anche questo ha portato ad una maggiore infelicità. Si suggerisce, giustamente, che un tempo la vita era più semplice perché le aspettative erano più basse. Una famiglia ed un lavoro stabile erano viste come un traguardo, mentre questo società sovra stimola le persone spesso ponendo dei traguardi che non sono raggiungibili e quindi creando le basi per la futura insoddisfazione della propria vita. Il problema della depressione giovanile non è solo italiano ma è ampiamente condiviso fra i giovani nel mondo, dove in tanti non sembrano appagati della loro stessa vita. Le preoccupazioni sono l’eccessivo carico di lavoro, la possibilità di trovare lavoro ed ancora una volta le difficoltà di coniugare lavoro o studio e vita sociale.

Le strategie contro la depressione giovanile però non dovrebbero improntarsi nettamente sui farmaci, che non sono sempre utili. La soluzione migliore è quella di creare le basi per un percorso psicologico che aiuti il ragazzo ad affrontare le sue paure e le basi della sua insoddisfazione. L’uso degli anti depressivi è prescritto solamente se il medico pensa che possano essere adatti al caso specifico, non in maniera leggera ed indiscriminata. La prima cosa da fare è cercare di ricostruire un contatto con sè stessi e non soffocare il dolore o negare la depressione giovanile, come talora avviene.