Le terapie ideali in caso di OSAS

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Quando si parla di OSAS, si fa riferimento all’acronimo di un disturbo respiratorio cronico del sonno, che causa delle apnee durante la fase di riposo. Si tratta di un disturbo che si verifica a causa del collasso delle vie aeree superiori, che avviene durante il sonno. Esso può peggiorare la qualità di vita della persona che ne soffre.

Di conseguenza, la persona che ne soffre tende a svegliarsi all’improvviso, soffre di cali di ossigeno, e può comportare una serie di disturbi come ad esempio un ovvio peggioramento della qualità del sonno e del riposo, stanchezza durante il giorno, affaticamento, riduzione della qualità della vita in generale. Il fenomeno delle apnee notturne è in grado di peggiorare la qualità della vita di un soggetto e di causare anche un aumento del rischio di soffrire di patologie cardio vascolari, di ipertensione, ictus, diabete tipo 2 e di un’altra serie di disturbi. Capiamo bene quindi che la scienza sia al lavoro da tempo per cercare di identificare le terapie migliori per questo tipo di disturbo, terapie che ora vi vogliamo illustrare prendendo spunto dall’articolo pubblicato di recente dal sito curarsibene.it.
Gli obbiettivi di ogni forma di terapia contro l’OSAS sono quelli di migliorare i sintomi diurni che sono conseguenza di questa patologia, e di cercare di migliorare il più possibile la qualità del sonno per le persone che ne soffrono. Ma quali sono ad oggi le terapie che sono utilizzate per contrastare questo disturbo respiratorio cronico del sonno? Andiamo alla scoperta di quelle più comuni, che stanno dando i risultati più promettenti e che possono migliorare la qualità della vita delle persone che hanno questo tipo di patologia.

Le migliori terapie contro l’OSAS: ecco quali sono

Quali sono le terapie che oggi sono più usate per contrastare questo tipo di problema? Possiamo identificarne sostanzialmente due.

  • La C-PAP. Si tratta di una terapia fra le più diffuse e comuni in assoluto per combattere questo disturbo respiratorio del sonno. Lo scopo di questa terapia è fornire aria a pressione nelle vie aeree durante il sonno allo scopo di evitarne il collasso fisico. Per la terapia in questione si fa ricorso ad un blower, un apparecchio che spinge l’aria nelle vie respiratorie, modulando quantità e pressione a seconda della severità della situazione. Dotata di un umidificatore, si connette al volto del paziente con una mascherina. Si tratta di una terapia che fra i suoi vantaggi annovera la risoluzione della patologia, qualsiasi grado di gravità essa abbia e migliora di conseguenza anche la qualità della vita del paziente. Ha però anche svantaggi: non è indicata con persone che abbiano problemi di bolle nei polmoni, può causare piaghe e segni cutanei e sensazione di soffocamento, è ingombrante e il paziente deve pedissequamente seguire le indicazioni mediche.
  • Propulsori manidibolari. Si tratta di una soluzione che viene spesso e volentieri utilizzata dalle persone che soffrono di OSAS lieve/moderata. In questo caso i meccanismi in questione, inseriti in bocca, hanno lo scopo di aumentare lo spazio oro-faringeo a disposizione per facilitare il passaggio di aria e diminuire i casi di collasso delle vie aeree respiratorie. Hanno i vantaggi di essere delle buone alternative rispetto al tipo principale di terapia; inoltre sono presenti tanti tipi diversi di propulsori e di conseguenza è possibile trovare di volta in volta il modello più adatto alle proprie esigenze, ma non sono indicate per patologie di grado severo, e chiedono anche controlli odontoiatrici, oltre a non essere indicati per ogni tipo di paziente. Ecco perché non sono soluzioni che vanno bene in tutti i casi si soffra di disturbo respiratorio cronico notturno.