Ludopatia: definizione, informazioni e terapie da valutare

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Possiamo certamente dire che la ludopatia è la malattia di questo millennio. Infatti, negli ultimi anni, la legalizzazione del gioco d’azzardo e la conseguente apertura di numerose sale slot, in grandi città e piccoli centri, hanno determinato un forte incremento di una vera e propria patologia, una dipendenza paragonabile in tutto e per tutto quasi a quella da droghe e alcol.

Si tratta della ludopatia, ovvero una malattia che rende impossibile, per chi ne è affetto, rinunciare a giocare d’azzardo. Attualmente si parla di una reale emergenza sociale, che coinvolge uomini e donne di varie età, complice anche la difficile situazione economica che porta questi soggetti a tentare la sorte nella speranza di ottenere elevate vincite. Perciò, andiamo a conoscere meglio questa problematica e a capire come guarire dalla ludopatia.

Cos’è esattamente la ludopatia: i dettagli

La gravità di questo fenomeno si intuisce già leggendone la definizione sul sito del Ministero della Salute, che ne parla dicendo che si tratta de “l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze“. In molti casi, purtroppo, la ludopatia comporta perdite economiche ingenti, ma determina anche delle sostanziali modifiche del comportamento, come l’allontanamento dal lavoro, dagli amici e dalle persone più care, con una vera e propria perdita del senso della realtà.

In casi più estremi, alcuni individui sono arrivati persino al suicidio, indotto principalmente dalle continue perdite e dall’irrefrenabile voglia di giocare e giocare ancora. Non va sottovalutato, inoltre, che questa patologia si accompagna a un altro fenomeno molto grave: l’usura. Nella maggior parte dei casi, infatti, un giocatore compulsivo non ha le risorse economiche necessarie e le cerca in persone che sfruttano questa debolezza, prestando soldi a tassi altissimi. Gli anziani, le cui pensioni sono spesso molto ridotte, sono le prede preferite, ma la verità è che nessuno è realmente immune da tutto questo.

Come riconoscere e curare la ludopatia?

Come si riconosce la ludopatia? La risposta non è semplice, proprio perché spesso chi ne è affetto riesce a mascherarla piuttosto bene, senza che possano manifestarsi sintomi evidenti come in altre patologie da dipendenza. Ciò che spinge a giocare è lo stato di eccitazione che si prova nel puntare anche somme ingenti, piuttosto che la realizzazione di una vincita in sé. Un ludopatico può essere spesso ansioso, irritabile e soggetto a crisi autodistruttive. Altre dipendenze possono acuire quella nei confronti del gioco e chi ne è affetto mostra spesso alcuni disturbi della personalità e dell’umore, nonché iperattività.

Il gioco d’azzardo stimola il sistema nervoso e ne altera il suo metabolismo proprio come fanno le droghe, producendo dopamine e innescando il meccanismo “se gioco e vinco, allora sto bene; se gioco e perdo, sto male e quindi gioco finché non vinco“. Gli studi hanno evidenziato che la ludopatia colpisce per la maggior parte gli uomini, con un’età media di circa 50 anni.

Come accennato, la prima difficoltà nel curare questa malattia sta nel fatto che è di difficile individuazione, molte volte anche da parte della persona interessata. Fortunatamente negli ultimi anni la psicologia ha acquisito nuova consapevolezza riguardo a questa patologia, sviluppando terapie innovative in grado di contrastare la dipendenza dal gioco d’azzardo e aiutare i pazienti a recuperare uno stile di vita sano.

In tutta Italia sono nati moltissimi centri in grado di aiutare i soggetti affetti da ludopatia, così come numerosi psicologi si sono specializzati nella materia. Resta fondamentale tuttavia la volontà del singolo individuo di riconoscere la propria vulnerabilità e decidere di affidarsi a mani esperte.

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