Reflusso gastrico: Quali cibi evitare

cosa evitare con reflusso gastrico

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nello scatenare o alleviare i sintomi del reflusso gastrico. Ecco gli alimenti che andrebbero consumati con moderazione o eliminati totalmente dalla dieta di chi soffre di questo fastidioso problema

Non è necessario pensare per forza a grassi animali e cibi fritti che, ovviamente, aumentano l’acidità di stomaco, il bruciore ed i rigurgiti. Purtroppo vi sono anche alimenti sani e deliziosi, come frutta secca ed avocado, che sono da evitare per chi soffre di reflusso gastrico per alleviarne i sintomi.

Partiamo dai primi, ovvero gli alimenti grassi. Vi sono due ragioni per le quali ingerirle, per alcuni soggetti, equivale a scatenare questo fastidioso disturbo. Come prima cosa tendono a rilassare lo sfintere, una barriera tra l’esofago e lo stomaco. In secondo luogo, tendono a stimolare il rilascio di colecistochinina, un ormone indispensabile per la digestione.

La menta è un’erba ottima per la salute del nostro corpo, con essa è possibile fare tisane digestive o ricorrere al suo olio essenziale per lo stesso motivo ma, questo non vale per tutti. Un recente studio posiziona la menta ai primi posti nella lista delle cose da evitare nelle persone con problemi di reflusso gastrico. Questo perché è dimostrato che, la sua assunzione in dosaggi elevati, contribuisce ad irritare la membrana che riveste lo stomaco.

Ti stai chiedendo cosa altro sarebbe meglio depennare dalla tua dieta? Le spremute di agrumi, come ad esempio arance e pompelmi. In essi, infatti, è contenuta un’elevata quantità di acido.

La cioccolata che, così come i cibi grassi, tende a rilassare lo sfintere esofageo inferiore, facendo si che gli acidi dello stomaco entrino nell’esofago. Ciò avviene a causa della caffeina in essa contenuta ed alla capacità che ha di stimolare la serotonina.

Il cibo speziato è u altro alimento da evitare con il reflusso gastrico perché contengono capsaicinina, un composto chimico che rallenta la digestione. Esso fa si, quindi, che il cibo stazioni più a lungo nello stomaco, condizione che è considerata a rischio per chi soffre di questo disturbo.

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