Smartphone e cervicale: quanti danni queste notifiche!

ernia cervicale senza diritti_

Alzi la mano a chi non capita ormai quotidianamente di vedere qualcuno controllare una notifica sul cellulare oppure scrivere sul proprio smartphone con il collo tutto piegato e flesso.

Questa condizione è ormai un’abitudine che capita di riscontrare sempre più le cui spese però le subisce il rachide cervicale.

Sì perchè questo distretto, come importanti studi scientifici hanno mostrato, evidenzia come un collo completamente flesso in avanti a controllare il proprio cellulare, determini un carico errato sui dischi intervertebrali e sulle strutture molli del collo pari a 60 libre ( più o meno 27 kilogrammi).

Secondo voi le strutture muscolari o molli del collo hanno la capacità di sopportare per parecchie ore al giorno un carico equivalente a 3 casse di bottiglie di acqua da asporto?

Ovviamente no: questo comporta quindi nel distretto in questione un assetto e un aumento delle pressioni che spesso inducono ad una discopatia.

Ma facciamo un po’ di chiarezza: cosa si intende per discopatia?

Si intendono tutte quelle condizioni di degenerazione che coinvolgono il disco intervertebrale, cioè quella specie di cuscinetto posto tra una vertebra e l’altra con la funzione di assorbire e distribuire ottimamente i carichi assiali.

Ma torniamo quindi alle discopatie legate alla postura alterata: questi atteggiamenti se vengono compiuti raramente non inducono alcun tipo di modificazione strutturale, ma se vengono mantenute per molte ore al giorno tutti i giorni (pensiamo ormai ai ragazzi che praticamente vivono con il cellulare) possono indurre alcuni disturbi e modificazioni ben precise come nella rettilineizzazione cervicale.

Infatti una condizione che si sviluppa sempre più nella popolazione adulta (purtroppo però con un continuo abbassamento dell’età di insorgenza) è l’ernia.

Prima di parlare però di questa patologia, è bene precisare e fare un brevissimo accenno di anatomia: ogni disco intervertebrale è formato da una sorta di disco connettivale (chiamato Anulus fibroso) fatto a fasci (ricorda sotto certi aspetti l’interno di una cipolla) in mezzo al quale è presente una sorta di biglia gelatinosa che è il nucleo polposo: questo nucleo polposo è costantemente sotto pressione dalla gravità e permette la distribuzione del peso corporeo e il movimento nelle varie vertebre.

L’ernia infatti è una degenerazione ormai avanzata del disco intervertebrale il quale perde la capacità di contenimento del nucleo polposo e, nel momento in cui questa sostanza gelatinosa fuoriesce dalla propria sede, si ha ciò che in medicina un’ernia.

Risulta essere molto importante in questa condizione anche la localizzazione entro cui l’ernia protrude, perchè a volte si possono avere dei sintomi e dei disturbi anche importanti.

Non è raro infatti riscontrare nelle problematiche discali alcuni segni neurologici come per esempio formicolio, scosse elettriche, diminuzione della forza e riduzione della sensibilità tattile alle estremità, oltre che ovviamente dolore; Oltre a questi sintomi è possibile riscontrare altri segni che possono essere approfonditi leggendo questo articolo sull’ernia cervicale.
Questi sintomi neurologici infatti arrivano perchè subentra una situazione di compressione della radice nervosa che fuoriesce dal midollo a livello vertebrale; può avvenire invece, nei casi più gravi, che quest’ernia vada ad improntare con una certa pressione il midollo spinale posto all’interno del canale midollare.

Questi sintomi sono molto delicati e vanno approfonditi con molta cura, infatti, dopo un’attenta valutazione funzionale e diagnostica (generalmente con elettromiografia e risonanza magnetica) si potrà scegliere se il paziente con questo tipo di problematica debba scegliere la via conservativa attraverso una fisioterapia specifica oppure se è necessario l’intervento chirurgico.

Il rischio molto concreto di questa discopatia deve cercare di esser ridotto adottando alcune posture precise e che siano il più ergonomiche possibile, in quanto solamente attraverso un continuo controllo del collo e della postura durante le attività di vita quotidiane, è possibile ridurre non solo il dolore e i disturbi, ma anche le disfunzioni strutturali che si vanno a creare e che coinvolgono tutta la colonna.

Consiglio quindi generale a tutti i lettori: se dovete usare il cellulare mentre siete in giro, è preferibile alzare lo schermo davanti a voi favorendo quindi l’orizzontalizzazione dello sguardo ed evitare di stare tutti raggomitolati a controllare la nuova notifica sullo smartphone.

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