Come affrontare la leucorrea a partire dalle cause

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I problemi intimi femminili portano con se tutta una serie di disagi: dal fastidio fisico da portare avanti durante la propria quotidianità fino a certi imbarazzi nel rapporto con il partner. In questo post vedremo uno dei disturbi femminili più comuni ma di cui probabilmente non conoscete il nome scientifico.

Nel momento in cui una donna ravvisa delle perdite vaginali, è molto probabile che abbia a che fare con un disturbo che prende il nome di leucorrea. Con questo termine si indica, in particolare, un incremento della secrezione sierosa che riveste la vagina, la cervice e l’utero (vale a dire gli organi genitali femminili) sulle pareti esterne e la sua fuoriuscita. Le perdite vaginali sono rappresentate da un muco trasparente o biancastro, con una consistenza vischiosa e con un leggero odore. Sono in modo particolare le ghiandole della cervice uterina che secernono questo muco per effetto dell’azione degli estrogeni, mentre la parete della vagina è coinvolta in piccola parte, anche perché non presenta ghiandole.

Le varie fonti mediche online abbastanza concordi rispetto alle cause della leucorrea: origine  una produzione eccessiva di muco vaginale, infatti, può essere dovuta a ragioni patologiche o a ragioni fisiologiche. In quest’ultimo caso, molto dipende dall’età del soggetto: le perdite vaginali sono tipiche, per esempio, nei giorni che precedono il menarca tra le adolescenti, per colpa dell’instabilità degli ormoni femminili. Inoltre, nella fase ovulatoria del periodo premestruale è normale che il muco che viene generato dalle ghiandole della cervice diventi più fluido, e quindi fuoriesca con più facilità.

A volte, però, la leucorrea può essere il sintomo di una infezione, come per esempio una cervicite o una vulvovaginite. Accade che un’infiammazione che interessa gli organi genitali femminili possa andare a interessare anche i genitali esterni: tipicamente, l’infezione viene provocata da un fungo. La Candida albicans, che è alla base della comparsa della candidosi, è uno dei miceti più frequenti. In altri casi, l’origine del problema è batterica: basti pensare alla clamidia, con un’infiammazione dell’apparato riproduttivo femminile.

Quali sono, dunque, i rimedi che è necessario applicare in presenza di leucorrea? Se le perdite vaginali sono fisiologiche, in realtà, non deve essere messo in pratica alcun trattamento, dal momento che si ha a che fare con un disturbo di carattere transitorio che è destinato a svanire nel giro di breve tempo da solo; nel caso in cui sia rintracciabile una causa di fondo, sarà sufficiente eliminare questa per non risentire più delle conseguenze. In alcune situazioni, tuttavia, può accadere che la leucorrea risulti così sgradevole al punto da compromettere la qualità della vita quotidiana di chi ne soffre: in tal caso un intervento possibile è quello che prevede una terapia moderata a base di estrogeni, allo scopo di regolare la loro concentrazione nel sangue.

Ovviamente, quando si è in presenza di una leucorrea patologica, non c’è altro da fare che curare la malattia che ne è alla base: una volta che la guarigione sarà completa, il sintomo è destinato a scomparire. Nella maggior parte dei casi la terapia consiste nella somministrazione di antibiotici, visto che la colpa è da attribuire a infezioni da germi patogeni. Gli antibiotici possono essere somministrati o per via locale, con candelette e ovuli, o per via sistemica. Sono da evitare, invece, le irrigazioni, che vengono sconsigliate dai medici in quanto sono in grado di alterare la flora batterica fisiologica all’interno della vagina e dunque di comprometterla.

Tra i rimedi meno conosciuti per la cura della leucorrea vi è anche l’intimo anallergico. Si tratta di biancheria realizzata grazie ad innovative tecnologie volte a trattare i tessuti (in particolare seta e cotone biologico) al fine di renderli completamente anallergici ed atossici una volta in contatto con l’epidermide, specie quella delicata delle parti intime.

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