Allattamento e alimentazione: i falsi miti spiegati dalla Dott.ssa Alice De Benedetto

L’allattamento al seno è un momento unico e prezioso, che unisce benefici nutrizionali e affettivi. Tuttavia, intorno ad esso circolano ancora tanti miti, soprattutto per quanto riguarda ciò che la mamma dovrebbe o non dovrebbe mangiare.
Per fare chiarezza, abbiamo chiesto il parere della Dott.ssa Alice De Benedetto, biologa nutrizionista che riceve a Corsano e Maglie, la quale ogni giorno affianca neomamme in questo delicato percorso.
Dottoressa, partiamo da uno dei miti più diffusi: la birra fa latte. È vero?
«No, è assolutamente falso. Non esiste nessuna base scientifica che dimostri che la birra o altri alcolici aumentino la produzione di latte. Anzi, l’alcol è una sostanza che passa nel latte materno e viene assunta direttamente dal neonato, che non ha ancora gli enzimi necessari per metabolizzarlo.
Bere birra, vino o superalcolici durante l’allattamento può quindi esporre il bambino a rischi importanti. La scelta più sicura è quella di evitare del tutto l’alcol in questo periodo.»
Anche il latte vaccino viene spesso consigliato per “fare latte”. Cosa ci dice?
«È un altro mito da sfatare. Il latte materno non dipende dal consumo di latte vaccino. Una mamma che beve latte continuerà a farlo, se lo desidera e lo tollera, ma non otterrà un aumento della produzione.
Quello che davvero conta per una buona produzione di latte è una corretta idratazione e un’alimentazione varia ed equilibrata. Tenere sempre una bottiglia d’acqua a portata di mano durante le poppate è una buona abitudine.»
Alcune mamme eliminano broccoli, cavolfiori o cipolla perché “alterano il sapore del latte”. È necessario?
«Assolutamente no. Alcuni alimenti possono modificare leggermente il gusto del latte materno, ma questo è un vantaggio: il bambino si abitua così, fin dai primi mesi di vita, a una varietà di sapori che incontrerà poi nello svezzamento.
Non dobbiamo dimenticare che il feto, durante la gravidanza, ha già percepito gli aromi degli alimenti attraverso il liquido amniotico. Quindi, eliminare verdure come broccoli o cavolfiori non ha senso: fanno bene alla mamma e aiutano il piccolo a sviluppare una maggiore accettazione dei cibi.»
E per quanto riguarda i legumi e le coliche infantili?
«Anche qui siamo di fronte a un falso mito. Non esistono prove scientifiche che collegano il consumo di legumi da parte della mamma con le coliche del bambino.
Il consiglio che do è questo: se una donna è abituata a mangiare legumi e li digerisce senza problemi, non deve eliminarli dalla dieta. Se invece causano gonfiore o fastidi intestinali, meglio scegliere legumi decorticati o passarli con il passaverdura, così da renderli più digeribili.
In questo caso, l’attenzione è rivolta al benessere della mamma, perché per prendersi cura del bambino bisogna prima di tutto stare bene in prima persona.»
Le fragole e gli alimenti “allergenici” devono essere evitati durante l’allattamento?
«No, a meno che la mamma non sia già allergica a determinati alimenti. Il latte materno, infatti, ha un effetto protettivo nei confronti delle allergie e non esistono motivi per eliminare fragole, pomodori o altri cibi considerati “a rischio”.
Eliminare senza ragione intere categorie alimentari può invece ridurre la varietà della dieta e portare a carenze nutrizionali inutili. La regola rimane sempre quella della moderazione e varietà.»
Quindi, dottoressa, cosa deve davvero sapere una mamma sull’alimentazione in allattamento?
«Che non servono diete rigide o restrizioni eccessive. L’allattamento richiede energie e sostanze nutritive: ecco perché è importante seguire un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e proteine di qualità.
Bere acqua a sufficienza, evitare alcolici e limitare alimenti molto industrializzati e ricchi di zuccheri o grassi trans sono i veri accorgimenti utili.
In sintesi: una mamma che mangia bene e con varietà avrà tutte le energie necessarie per vivere al meglio questo momento speciale con il suo bambino.»