Conservazione del pescato a bordo: igiene, ricircolo e ossigenazione

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Conservare correttamente esche vive e pescato durante una battuta di pesca richiede più attenzione di quanto possa sembrare. Temperature elevate, acqua poco ossigenata e contenitori non adeguati possono infatti compromettere rapidamente la vitalità delle esche e la qualità del pescato. Secondo la FAO, una gestione trascurata a bordo può peggiorare la qualità del pesce anche nel corso di uscite brevi, nell’arco di poche ore [1].

A bordo, dove lo spazio e le risorse sono limitati, è importante predisporre un sistema semplice da utilizzare, facile da pulire e compatibile con le dimensioni dell’imbarcazione. Una gestione efficace deve tenere conto soprattutto di igiene, temperatura, ricambio dell’acqua e ossigenazione.

Preparare in anticipo la zona dedicata alla conservazione permette di lavorare in modo più ordinato durante la pesca e di ridurre il rischio di contaminazioni, cattivi odori o deterioramento.

Distinguere la gestione delle esche da quella del pescato

Esche vive e pescato non hanno necessariamente le stesse esigenze. Le prime devono essere mantenute in condizioni che ne preservino vitalità, movimento e capacità attrattiva, mentre il pescato destinato al consumo deve essere raffreddato e protetto il prima possibile [1][2].

Una vasca utilizzata per le esche richiede generalmente acqua pulita, ricambio costante e un livello di ossigenazione adeguato alla quantità e alla specie ospitata. Un numero eccessivo di esemplari all’interno di uno spazio ridotto può consumare rapidamente l’ossigeno disponibile.

Per il pescato, invece, la priorità è limitare la proliferazione batterica e il deterioramento dei tessuti. Lasciare i pesci esposti al sole o immersi per lungo tempo in acqua calda può compromettere freschezza, consistenza e sicurezza alimentare [2].

Quando possibile, è quindi preferibile utilizzare contenitori distinti o pianificare una gestione che eviti il contatto tra esche, pescato e attrezzature sporche.

Preparare la vasca prima della partenza

La pulizia del contenitore dovrebbe essere effettuata prima di ogni uscita. Anche quando la vasca appare visivamente pulita, residui organici, squame o acqua stagnante possono generare odori e contaminazioni. La FAO sottolinea che contenitori sporchi o ghiaccio riutilizzato da uscite precedenti vanificano gran parte dei benefici della refrigerazione [1].

Il contenitore deve essere lavato con prodotti adatti al materiale e risciacquato accuratamente, evitando che rimangano tracce di detergente. Dopo la pulizia è importante lasciarlo asciugare completamente, soprattutto se resterà chiuso fino alla partenza.

Guarnizioni, raccordi, coperchi e scarichi meritano un controllo specifico. Una piccola perdita può bagnare la zona circostante, mentre un raccordo ostruito può impedire il corretto ricambio dell’acqua durante l’utilizzo.

Prima di salpare è inoltre utile verificare il funzionamento della pompa, dei tubi e dell’eventuale sistema di aerazione. Un test effettuato in porto permette di individuare guasti o collegamenti allentati prima dell’inizio della pesca.

Scegliere dimensioni adeguate

La capacità della vasca deve essere proporzionata al tipo di utilizzo e allo spazio disponibile a bordo. Un contenitore troppo piccolo può causare un rapido peggioramento della qualità dell’acqua, mentre uno eccessivamente grande può risultare difficile da posizionare e appesantire inutilmente l’imbarcazione.

Bisogna considerare non soltanto il volume nominale, ma anche l’ingombro effettivo, la forma e l’accessibilità. La vasca deve poter essere riempita, controllata, svuotata e pulita senza ostacolare il passaggio o le operazioni di pesca.

È importante ricordare che l’acqua ha un peso rilevante. Un contenitore pieno modifica la distribuzione dei carichi a bordo e deve essere collocato in una zona stabile, possibilmente vicina all’asse centrale dell’imbarcazione.

La base deve appoggiare su una superficie solida e il contenitore deve essere fissato in modo da evitare movimenti durante virate, accelerazioni o navigazione con mare formato.

Prestare attenzione ai materiali

La scelta del materiale incide su igiene, durata e facilità di manutenzione. Le superfici interne dovrebbero essere lisce, non assorbenti e prive di zone difficili da raggiungere, nelle quali potrebbero accumularsi residui organici. Si tratta degli stessi principi che la normativa europea sull’igiene degli alimenti applica alle superfici a contatto con i prodotti alimentari [4].

Un materiale poroso o deteriorato può trattenere odori, sporco e microrganismi anche dopo il lavaggio. Crepe, graffi profondi e giunzioni danneggiate rendono inoltre più difficile ottenere una pulizia efficace.

Quando il contenitore viene impiegato per conservare pescato destinato al consumo, è opportuno verificare che il produttore dichiari i materiali idonei all’uso previsto e seguire attentamente le indicazioni di pulizia. In questo contesto, una soluzione rigida per esche e pescato può facilitare la gestione a bordo grazie a superfici definite, maggiore stabilità e una separazione più chiara rispetto agli altri spazi dell’imbarcazione.

La rigidità aiuta anche a limitare deformazioni e rovesciamenti, ma il contenitore deve comunque essere fissato correttamente e utilizzato entro i limiti indicati dal produttore.

Garantire il ricambio dell’acqua

Per le esche vive, il ricambio dell’acqua è uno degli aspetti più importanti. In un contenitore chiuso, ossigeno e qualità dell’acqua possono diminuire rapidamente, soprattutto durante le giornate calde [5].

Un sistema di ricircolo permette di introdurre acqua nuova e allontanare parte delle sostanze prodotte dagli organismi. La portata deve essere sufficiente a mantenere l’ambiente stabile, ma non così intensa da creare una corrente che affatichi le esche.

L’ingresso dell’acqua dovrebbe essere orientato in modo da favorire un movimento regolare all’interno della vasca, evitando zone completamente ferme. Anche lo scarico deve essere posizionato correttamente, così da mantenere il livello previsto e impedire traboccamenti.

Durante la navigazione è necessario controllare periodicamente che tubi e raccordi non si siano piegati o scollegati. Una pompa in funzione non garantisce automaticamente un ricambio efficace se il circuito è ostruito o presenta perdite.

Mantenere una corretta ossigenazione

Il ricircolo e l’ossigenazione sono collegati, ma non sempre coincidono. Quando l’acqua viene movimentata e miscelata con l’aria, la quantità di ossigeno disponibile può aumentare, ma il risultato dipende dalla temperatura, dalla densità delle esche e dal funzionamento dell’impianto.

L’acqua calda trattiene meno ossigeno disciolto rispetto a quella più fresca: lo documenta lo U.S. Geological Survey, che mette in relazione la solubilità dell’ossigeno con temperatura, pressione e salinità dell’acqua [5][6]. Per questo motivo una vasca esposta direttamente al sole può diventare critica anche quando la pompa sembra funzionare correttamente.

È preferibile posizionare il contenitore in una zona ombreggiata o proteggerlo dall’irraggiamento diretto. Il coperchio può contribuire a limitare il riscaldamento e impedire alle esche di saltare fuori, ma non deve compromettere ventilazione e controllo della vasca.

In presenza di molte esche può essere utile integrare il sistema con un aeratore, purché sia compatibile con il volume della vasca e con l’impianto elettrico di bordo.

Evitare il sovraffollamento

Inserire troppe esche all’interno della stessa vasca è uno degli errori più comuni. All’aumentare della densità cresce il consumo di ossigeno e peggiora più rapidamente la qualità dell’acqua.

Lo spazio necessario varia in base alla specie, alle dimensioni e alla durata della conservazione. Esche molto attive o delicate possono richiedere più volume e un ricambio maggiore rispetto ad altre.

Durante l’utilizzo è importante osservare il loro comportamento. Movimenti rallentati, permanenza vicino alla superficie o respirazione accelerata possono indicare condizioni non ottimali.

In questi casi bisogna ridurre la densità, controllare la temperatura e verificare il funzionamento del sistema di ricircolo. Aggiungere semplicemente altra acqua senza individuare la causa potrebbe offrire soltanto un miglioramento temporaneo.

Controllare la temperatura

La temperatura influisce direttamente sul metabolismo delle esche e sulla conservazione del pescato. In estate, una vasca lasciata al sole può riscaldarsi in tempi molto brevi.

Per le esche vive è importante evitare sbalzi termici improvvisi. Introdurre acqua molto più fredda o più calda rispetto a quella presente può causare stress e ridurre la loro vitalità.

Il ricambio dovrebbe quindi avvenire in modo regolare, utilizzando acqua proveniente dallo stesso ambiente in cui le esche verranno impiegate. Quando la barca cambia zona o profondità, è utile monitorare eventuali variazioni significative.

Per il pescato destinato al consumo, invece, il raffreddamento deve avvenire rapidamente, portando il prodotto verso la temperatura del ghiaccio fondente [2]. La vasca per esche non sostituisce necessariamente una ghiacciaia o un sistema refrigerato, perché le finalità e le condizioni di utilizzo sono differenti.

Conservare correttamente il pescato

Una volta recuperato, il pescato deve essere gestito con attenzione. Lasciarlo sul ponte, esposto al sole e al calore, accelera il deterioramento e la perdita di qualità [1].

Quando il pesce è destinato al consumo, è opportuno seguire procedure coerenti con la specie, la durata dell’uscita e le condizioni ambientali. Il raffreddamento deve essere rapido e uniforme, utilizzando ghiaccio o sistemi adeguati alla conservazione alimentare.

Le indicazioni FAO raccomandano di portare ghiaccio a bordo anche per uscite brevi e su imbarcazioni piccole, e di circondare il pesce con il ghiaccio, perché gli esemplari a contatto tra loro si raffreddano più lentamente [1][2]. Come riferimento, la normativa europea sui prodotti della pesca prevede che il ghiaccio impiegato sia ottenuto da acqua potabile o da acqua di mare pulita [3].

Il contenitore deve essere pulito e separato da carburanti, detergenti, esche, attrezzature sporche e qualsiasi sostanza capace di contaminare il prodotto [3].

È inoltre importante evitare che il pescato rimanga immerso a lungo in acqua sporca o riscaldata. Liquidi e residui devono essere allontanati per mantenere l’ambiente il più possibile pulito.

Prevenire contaminazioni incrociate

A bordo, gli spazi ridotti possono favorire il contatto tra superfici pulite e attrezzature utilizzate durante la pesca. Coltelli, guanti, pinze e piani di lavoro devono essere gestiti in modo da evitare contaminazioni [3][4].

Gli strumenti impiegati per pulire il pesce non dovrebbero essere utilizzati per preparare altri alimenti senza essere stati prima lavati e sanificati. Anche le mani devono essere pulite dopo aver maneggiato esche, ami e pescato.

La vasca non dovrebbe essere utilizzata come contenitore generico per cime, accessori o prodotti chimici. Destinare ogni spazio a una funzione precisa semplifica le operazioni di pulizia e riduce la possibilità di errori.

Dopo l’uso, eventuali residui devono essere rimossi immediatamente, prima che si secchino o aderiscano alle superfici.

Gestire scarichi e acqua residua

L’acqua utilizzata nella vasca può contenere residui organici e non dovrebbe essere scaricata indiscriminatamente in porto o nelle aree di balneazione.

Prima dello svuotamento è opportuno verificare le regole previste nella zona di navigazione e nella marina di riferimento. La presenza di esche non autoctone o organismi vivi richiede particolare attenzione, perché il loro rilascio può alterare l’ecosistema locale: le esche vive e la relativa acqua sono riconosciute come uno dei canali di diffusione di specie invasive e patogeni, motivo per cui le linee guida per i pescatori raccomandano di non liberarle in acqua e di smaltire quelle inutilizzate tra i rifiuti [7][8][9].

Tubi e scarichi devono essere posizionati in modo da non bagnare componenti elettrici, sedute o zone di passaggio. Un deflusso incontrollato può rendere il ponte scivoloso e creare situazioni di pericolo.

Al termine della pesca, la vasca dovrebbe essere svuotata completamente, evitando che rimangano ristagni sul fondo o nelle tubazioni.

Pulire la vasca dopo ogni utilizzo

La pulizia immediata è più efficace rispetto a un intervento effettuato dopo diverse ore. Squame, muco, sangue e residui di esche possono aderire alle superfici e diventare più difficili da rimuovere.

Dopo aver svuotato la vasca è necessario risciacquarla con acqua pulita, lavare pareti, fondo, coperchio e raccordi e controllare le zone vicine agli scarichi e alle guarnizioni.

I prodotti utilizzati devono essere compatibili con il materiale del contenitore e adeguati all’uso previsto. È essenziale risciacquare con cura per evitare la presenza di residui chimici durante l’uscita successiva.

La vasca deve infine essere lasciata asciugare aperta. Chiuderla quando è ancora umida favorisce cattivi odori, muffe e proliferazioni indesiderate.

Verificare periodicamente pompa e raccordi

Il sistema di ricircolo richiede una manutenzione regolare. Sabbia, alghe, squame e piccoli detriti possono entrare nella pompa o ostruire i tubi.

Il filtro, quando presente, deve essere controllato e pulito con una frequenza proporzionata all’utilizzo. Anche fascette, connessioni e valvole devono essere esaminate per individuare perdite o segni di usura.

La pompa non dovrebbe funzionare a secco, perché potrebbe surriscaldarsi o danneggiarsi. Prima di attivarla bisogna quindi accertarsi che il circuito sia correttamente alimentato.

Durante i periodi di inutilizzo, tubi e raccordi devono essere svuotati e lasciati asciugare. Acqua stagnante e residui organici possono generare odori e compromettere il funzionamento alla ripresa.

Organizzare lo spazio di lavoro

Una vasca ben posizionata rende le operazioni di pesca più semplici. Deve essere raggiungibile senza costringere le persone a spostarsi continuamente sul ponte o a superare ostacoli.

Il coperchio deve potersi aprire senza interferire con sedute, canne o altre attrezzature. Allo stesso tempo, la vasca non deve ostacolare vie di passaggio, comandi e dotazioni di sicurezza.

È utile predisporre vicino al contenitore soltanto gli strumenti realmente necessari, mantenendo ami e oggetti taglienti in una zona protetta.

Un’area ordinata riduce il rischio di incidenti e permette di controllare più facilmente lo stato delle esche e dell’acqua durante tutta la battuta.

Bibliografia

  1. FAO – Food and Agriculture Organization of the United Nations. Chilling fish at sea, in “Planning and engineering data 3. Fish freezing”, FAO Fisheries Circular. https://www.fao.org/4/T0713E/T0713E08.htm
  2. Shawyer M., Medina Pizzali A.F. The use of ice on small fishing vessels. FAO Fisheries Technical Paper No. 436, Roma, FAO, 2003. https://www.fao.org/3/y5013e/y5013e00.htm
  3. Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale (Allegato III, Sezione VIII – Prodotti della pesca). https://eur-lex.europa.eu/IT/legal-content/summary/hygiene-rules-for-food-of-animal-origin.html
  4. Regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sull’igiene dei prodotti alimentari. https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2004/852/oj
  5. S. Geological Survey. Dissolved Oxygen and Water, Water Science School. https://www.usgs.gov/special-topics/water-science-school/science/dissolved-oxygen-and-water
  6. S. Geological Survey. DOTABLES – Dissolved oxygen solubility tables. https://www.usgs.gov/tools/dotables
  7. Regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive. https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2014/1143/oj
  8. Minnesota Department of Natural Resources. Bait handling best practices for preventing the spread of aquatic invasive species, 2022. https://files.dnr.state.mn.us/natural_resources/invasives/ais_business/public-awareness/print/2022-bait-handling-best-practices-for-preventing-the-spread-of-ais.pdf
  9. Pennsylvania Sea Grant. AIS Prevention Tips for Anglers, 2025. https://seagrant.psu.edu/wp-content/uploads/2025/07/AIS-Prevention-Tips-for-Anglers.pdf

 

Disclaimer: Questo testo non va inteso come indicazione di diagnosi e cura di stati patologici e non vuole sostituirsi in alcun modo al parere del Medico