I carboidrati: cosa sono e dove si trovano 

i carboidrati

I carboidrati, noti anche col nome di glucidi, sono delle sostanze chimiche composte da idrogeno, carbonio, ossigeno. Quelli più diffusi in natura sono le fibre, gli zuccheri e gli amidi. Hanno una duplice funzione fondamentale per il nostro corpo: quella plastica, in quanto rientrano in quelle sostanze che sono essenziali per costituire gli organismi viventi, e quella energetica, perché forniscono al corpo energia per le prestazioni funzionali.

Il nostro corpo ha un certo fabbisogno di carboidrati che deve essere soddisfatto, senza incorrere nella carenza e neppure nell’eccesso di carboidrati.

I glucidi sono indispensabili alla sintesi del glucosio, che è una vera e propria benzina per il nostro corpo, necessario per l’energia. Il glucosio viene subito usato o immagazzinato nel corpo.

I carboidrati sono quindi estremamente importanti per l’organismo umano e per il suo benessere.

In base alla loro struttura, possiamo distinguere fra carboidrati:

  • semplici: che sono gli zuccheri, fra cui ricordiamo i monosaccaridi, gli oligosaccaridi e gli esosi.
  • complessi: sono gli amidi e le fibre alimentari, e sono detti complessi in quanto prima di essere digeriti devono essere scissi, altrimenti l’organismo non può usarli come fonte di glucosio.

La digestione dei carboidrati inizia nella bocca, grazie agli enzimi della saliva che li attaccano e scindono i carboidrati complessi.

Il glucosio viene assorbito velocemente, il fruttosio, ad esempio, con più lentezza.

Talora si usa l’espressine ‘carboidrati cattivi’ per definire quei carboidrati raffinati, per esempio gli zuccheri raffinati che ci sono nei dolci e nei biscotti. ‘Carboidrati buoni’ sono definiti quelli contenuti in cibi ricchi di fibre.

Carboidrati: dove si trovano

I carboidrati si trovano nell’amido, nella pasta, nei dolci, nei legumi, nei frutti dolci, nel latte.

Il fabbisogno di carboidrati da parte del nostro corpo è del 55-60% rispetto all’energia totale.

Il consumo di zuccheri semplici fra essi, però, non dovrebbe superare il 10-20% dell’energia totale.

L’indice glicemico

Il parametro dell’indice glicemico è necessario perché classifica i carboidrati a seconda della velocità con la quale aumentano la glicemia, in relazione alla quantità di glucosio assunta.

Per esempio esistono degli alimenti con indice glicemico alto, ad esempio il pane bianco, che fanno aumentare subito la glicemia; altri invece richiedono un certo sforzo di digestione, pensiamo ad esempio all’avena integrale. In questo caso la glicemia si alzerà più lentamente.

L’indice glicemico dipende anche da altri fattori, come il tipo di amido presente nell’alimento, la maturazione della frutta, la raffinazione del prodotto, il contenuto di acidi e di grassi.

L’indice glicemico normale è fra i valori di 55 e 70. Al di sotto di essi, è definito basso; se superiore, è troppo alto.

Le diete troppo ricche di alimenti ad alto indice glicemico possono essere, alla lunga, pericolose per la salute. Esse sono state correlate ad un aumento del diabete, delle patologie al cuore, dell’obesità; sembrerebbe anche che queste diete possano aumentare il rischio di infertilità, di tumore al colon retto, di degenerazione maculare nelle persone anziane.

Gli alimenti con indice glicemico basso vengono invece usati per tenere sotto controllo la glicemia, il diabete tipo 2, e per garantire un migliore dimagrimento.

Per questo motivo è necessario fare attenzione al tipo di alimenti e di carboidrati che si assumono.

Non a caso negli ultimi anni abbiamo assistito al proliferare di diete a basso contenuto di carboidrati, come la dieta Atkins, che si propone l’eliminazione totale dei carboidrati, la dieta a zona, la LEARN e la Ornish.

Il problema più grande, però, non è tanto quello di perdere peso tramite la non assunzione di carboidrati, ma di mantenere la costanza del peso ottenuto nel corso del tempo.

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