Endodonzia chirurgica, cos’è e a chi serve

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Quando si tratta di salute dentale, ci sono tantissimi elementi da prendere in considerazione, dalla prevenzione alle corrette abitudini di igiene orale. Tuttavia, fortunatamente, ci sono anche tanti trattamenti che aiutano ogni individuo a promuovere il proprio benessere, sia per quanto riguarda la bocca che il resto del corpo, evitando ad esempio la carie e le correlate problematiche e molti altri disturbi. Tra questi trattamenti troviamo anche l’endodonzia chirurgica. Di cosa si tratta? Andiamo ad analizzare le principali peculiarità di questa branca dell’odontoiatria.

Le caratteristiche della chirurgia endodontica

Con il termine “endodonzia”, si va a indicare quella branca dell’odontoiatria che si focalizza sulla cura della polpa del dente. Perciò, un trattamento endodontico agisce per il benessere del tessuto molle situato all’interno di esso, presente direttamente sotto la dentina (lo strato superficiale) ed esteso dalla corona fino alla punta delle radici. Nella polpa dentaria si trovano i nervi, i vasi sanguigni e il tessuto connettivo.

Può accadere che i tessuti vicini alla radice dentale si ammalino, si infiammino o vengano danneggiati da carie, proliferazione di batteri o traumi di vario genere. In questi casi, può presentarsi un forte dolore, un incremento della sensibilità al caldo e al freddo, gonfiore e molti altri sintomi correlati, che rendono un trattamento endodontico necessario. Solitamente, questa terapia viene eseguita ovviamente da un’odontoiatra specializzato e consiste in una specifica cura canalare o nella devitalizzazione del dente in questione.

Quando si parla di chirurgia endodontica o di endodonzia chirurgica, si includono invece tutti quegli interventi necessari nel caso non si possa curare la lesione apicale con una normale cura canalare o devitalizzazione, o quando sono presenti perni cementati all’interno delle radici. In queste eventualità, l’endodonzia chirurgica è indispensabile, in quanto permette di risolvere la problematica, attraverso operazioni pianificate e accurate, come spiegato sul sito Sardiniadentalclinic.it nell’apposita sezione.

Ad ogni modo, è importante considerare che lo specialista farà di tutto per trovare una soluzione alternativa, prima di ricorrere all’intervento chirurgico vero e proprio. In pratica, cercherà in tutte le maniere di salvaguardare l’elemento dentale a vantaggio del paziente.

Come funziona un intervento di endodonzia chirurgica?

Generalmente, si tratta di un intervento realizzato in ambulatorio e accompagnato da anestesia locale, che perciò non si rivela doloroso. La sua durata può variare in base alla complessità della condizione del paziente. In ogni caso, però, viene suddiviso in due fasi: la prima includerà l’esecuzione di una piccola incisione vicino alla gengiva del dente da trattare, mentre la seconda consisterà nell’asportazione dell’apice della radice dentale (3 millimetri circa) e nell’eliminazione del tessuto infiammato, e terminerà con l’occlusione della parte restante, grazie all’uso di un materiale bioinerte. Un intervento di endodonzia chirurgica andato a buon fine sarà seguito da un controllo radiografico dopo circa 6-12 mesi.

Per il resto, è utile sapere che gli effetti collaterali correlati a queste operazioni sono a dir poco limitati, nel senso che si presentano come semplici fastidi, molto simili a quelli constatati dopo l’estrazione di un dente. Talvolta, questi disagi possono essere accompagnati da un lieve gonfiore, eliminabile attraverso un breve trattamento farmacologico.

In ogni caso, quando necessaria, l’endodonzia chirurgica si rivela una soluzione ottimale per la cura della polpa dentale e per il benessere generale del paziente. Ad ogni modo, per ottenere validi risultati, sarà sempre necessario avvalersi di un valido specialista e seguire tutte le indicazioni pre e post-intervento, nonché continuare ad attribuire la giusta importanza alla prevenzione e alle abitudini relative alla corretta igiene orale. Inoltre, sarà fondamentale consultare rapidamente l’odontoiatra, sia in caso di carie che dopo traumi o disturbi di vario genere. Anche questo fa parte di una valida prevenzione e contribuirà a evitare tutte quelle problematiche che portano obbligatoriamente a ricorrere alla chirurgia endodontica.

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