Enuresi, incontinenza nei bambini: cosa fare

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Per incontinenza si intende quel fenomeno per il quale un soggetto non è in grado di controllare la sua vescica e va incontro a perdite di urina non volontarie. 

L’enuresi può colpire l’adulto e l’anziano, ma spesso colpisce il bambino. 

In questo caso, l’incontinenza può portare il bambino a bagnarsi sia di giorno che di notte, e a bagnare il letto. 

Molto spesso, l’incontinenza urinaria è il risultato di più fattori concomitanti, come problemi ai reni, neurologici, costipazione, diabete, infezioni delle urine, apnea istruttiva notturna. 

Quale che sia la causa dell’incontinenza del bambino, è bene evitare di sgridarlo e cercare di correre ai ripari. A partire dai tre anni, l’età nella quale di solito i bambini sono in grado di gestire i loro stimoli e di stare asciutti, l’enuresi diurna e notturna può provocare ansia, senso di inadeguatezza nel bambino, problemi psicologici. 

Il 90% dei bambini, una volta raggiunti i cinque anni, è in grado di controllare gli stimoli della pipì. Tuttavia nel 30% dei bambini di 4 anni si notano perdite diurne. L’incontinenza di risolve spontaneamente nel 15% dei bambini ogni anno. 

Quando un bambino bagna il letto o si bagna durante il giorno è necessario mostrare molta pazienza e comprensione nei suoi confronti. Il problema si risolve con il giusto intervento in un lasso di tempo non tropo lungo.  

Enuresi notturna e diurna: cause 

L’enuresi è indicato come un fenomeno multifattoriale. Difficilmente è scatenata da una sola causa. 

L’enuresi notturna può essere dovuta ad una sovrapproduzione di urina nel corso della notte, ad uno sviluppo fisico lento, all’incapacità di rendersi conto dello stimolo urinario. Sembra che anche un fattore ereditario possa giocare un ruolo importante. A volte si tratta solo di un problema fisico, correlato per esempio alla spina bifida o a problemi del tratto urinario. 

L’apnea ostruttiva del sonno può essere una delle cause che porta a questo fenomeno. 

L’enuresi sembra essere una manifestazione di disagio psicologico; spesso si crea in concomitanza di eventi traumatici per il bambino, come la nascita di un fratellino, una situazione di tensione emotiva e di stress, la separazione dei genitori, l’inizio della scuola o il cambiamento della scuola, una fobia, problemi familiari. 

L’ansia primaria, cioè quella che insorge sulla base di fatti antigeni avvenuti quando il bimbo aveva fra i due ed i quattro anni, è do frequente causa dell’enuresi. 

L’enuresi diurna può essere dovuta a deficit strutturali del tratto urinario, o alla c.d. vescica iperattiva, vale a dire improvvisa urgenza della minzione, grande frequenza della minzione. 

La ritenzione urinaria può essere un’altra causa dell’enuresi diurna. 

L’enuresi sembra spesso ricoverata a problemi familiari. Secondo alcuni esperti, sarebbe un tentativo da parte del bambino, ancora non del tutto in grado di esprimersi verbalmente, di attirare l’attenzione dei suoi genitori. A volte un atteggiamento troppo permissivo o rigido da parte dei genitori può causare questo problema. 

È importante che la reazione dei genitori davanti al fenomeno dell’enuresi non sia di rabbia o di rifiuto, perché verrebbe percepita dal bambino. Bisogna quindi tentare di rivolgersi ad un dottore senza farsi prendere dal panico: l’enuresi si può risolvere, insieme. 

Enuresi: rimedi 

Come abbiamo detto, nella maggior parte dei casi l’enuresi notturna e diurna si risolvono con il passare del tempo.

Infatti con lo sviluppo aumenta la capacità di controllo della vescica, la normalizzazione del sistema urinario, il miglioramento della reazione allo stimolo della minzione. 

Per aiutare il bambino a gestire lo stimolo si può ricorrere al c.d. allenamento della vescica, che prevede delle tecniche di minzione a tempo, l’eliminazione del cibo e delle bevande con caffeina, e tecniche di rilassamento per urinare. 

In altri casi il medico può prescrivere farmaci che aumentano il livello di ormone ADH.