Mal di testa, emicrania, cefalea: come distinguerle 

mal di testa

I termini cefalea, mal di testa ed emicrania vengono spesso e volentieri usati come dei sinonimi. In realtà questi termini vanno ad identificare delle situazioni fra loro anche molto diverse, che hanno comunque bisogno di essere trattate e che possono essere la spia di problematiche più incisive.

L’OMS sostiene che il 46% della popolazione soffre, almeno una volta nella vita, di cefalea tensiva, e il 10% di emicrania.

Il 50% delle persone, dopo questi episodi, non si rivolge al medico, ma tende ad assumere farmaci.

Vediamo le differenze fra questi fenomeni e come riconoscerle e trattarle.

La cefalea è una delle più diffuse patologie del sistema nervoso. La cefalea può influire molto negativamente sulla qualità della vita, eppure in genere è sottostimata e trascurata.

Esistono diversi tipi di cefalee, con sintomi particolari e con cure proprie.

Cerchiamo di vedere quali siano tutti questi tipi di cefalea.

Emicrania

L’emicrania è una cefalea ricorrente, un disturbo che è più diffuso nel genere femminile, specialmente durante l’età giovanile e quella adulta. Si tratta di una delle malattie più diffuse nel mondo, tocca il 10% della popolazione mondiale, ed il 25% delle donne in età fertile.

L’emicrania appare sotto forma di attacchi periodici, che sono separati da intervalli di benessere.

Il dolore che causa l’emicrania è moderato o severo, in genere si tratta di un dolore pulsante, che peggiora se si svolge attività fisica. Può anche essere associato a fotofobia, nausea, vomito, fonofobia.

La durata dell’attacco di emicrania varia da quattro ore a tre giorni.

Prima dell’attacco di emicrania si sperimenta irritabilità, insonnia, irritabilità, sete, stanchezza, debolezza, depressione, impossibilità a concentrarsi.

Sintomi dell’emicrania sono dolore pulsante su un lato della testa, fastidio da luce e da suono, nausea.

Per diagnosticare l’emicrania, bisogna che siano soddisfatti cinque criteri:

  • senza trattamento, il mal di testa dura da 4 a 72 ore;
  • il dolore è pulsante, unilaterale, da moderato a forte, e peggiora se ci si muove;
  • si sperimenta fonofobia, fotofobia, nausea, vomito;
  • i sintomi non sono causati da altre patologie;
  • si sperimentano almeno cinque attacchi.

Fattori ambientali (odori e rumori forti, vento, caldo o freddo intensi, pioggia, cambio di stagione, fumo) possono scatenare l’emicrania.

Cefalea tensiva

La cefalea tensiva è il tipo di mal di testa più diffuso. Il dolore dura da qualche minuto a qualche giorno, da lieve a moderato, e colpisce entrambi i lati della testa.

A differenza di quanto avviene con l’emicrania, il dolore non peggiora se ci si muove o si fa attività fisica, e raramente si sperimenta nausea.

Possono sussistere diversi fattori che scatenano la cefalea tensiva: stress, ansia, farmaci, depressione.

La cefalea tensiva ha una durata da mezz’ora a una settimana, non peggiora se ci si muove, si manifesta in due lati della testa, fotofobia e fonofobia in genere sono assenti.

Cefalea a grappolo

La cefalea a grappolo colpisce fino al 90% dei casi gli uomini.

Può verificarsi in forma cronica o in singoli episodi.

In ogni caso la cefalea a grappolo è nota in quanto causa un dolore estremamente intenso, che compare in maniera repentina: gli attacchi durano da un quarto d’ora a tre ore, spesso avvengono nel corso della notte e fino a tre volte durante il giorno. Di norma il dolore si concentra unilateralmente, attorno all’occhio.

Si sperimenta lacrimazione, sudorazione, miosi, irrequietezza.

Fattori scatenanti possono essere il sonno, l’abuso di alcol, episodi stressanti.

Cefalea cronica

La cefalea muscolo tensiva cronica è un’altra malattia che si manifesta ogni giorno.

Può provocare un dolore lieve o moderato, ma, essendo presente quotidianamente, interferisce con la vita del paziente, sociale e lavorativa.

In alcuni casi la cefalea cronica è causata dalla depressine, oppure dall’abuso di farmaci.

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