Lo splintaggio ortodontico: la tecnica per stabilizzare la dentatura

Le malattie gengivali sono la principale causa della caduta dei denti negli adulti, per cui se non trattate da un esperto in ortodonzia possono provocare la perdita dei tessuti circostanti che tengono i denti in posizione. Il problema è che tali condizioni possono essere decisamente silenziose in quanto non si è consapevoli di avere un problema finché non diventa grave.

Questo è uno dei motivi più importanti per sottoporsi a controlli dentali regolari, anche quando si pensa che i denti stiano bene. Se infatti si sono allentati diventano fastidiosi, soprattutto quando si cerca di mangiare o masticare. La sensazione del dente che si stacca dalla gengiva è sufficiente per far venire i brividi lungo la colonna vertebrale. La cura e la prevenzione sono dunque fondamentali per risolvere a monte il problema, senza contare che oggi l’ortodonzia si avvale di tecniche all’avanguardia in grado di porre rimedio a molte patologie e che svolgono un ruolo importante specie quando si effettuano interventi su uno o più denti.

Tra le tante vale la pena citare quella dello splintaggio che ha un suo scopo ben preciso e che merita di essere analizzato a fondo; infatti, i denti deboli o allentati possono essere un’esperienza spaventosa quanto scomoda. Da un lato, ci si potrebbe aspettare il momento in cui il dente cada e può essere sostituito o estratto e dall’altro sperando che riacquisti forza. Per questo motivo, comprendere il trattamento di splintaggio ortodontico è necessario prima sapere di cosa si tratta e a cosa serve.

In cosa consiste lo splintaggio ai denti

Ci sono comunemente tre ragioni per cui i denti possono allentarsi; infatti, tale condizione può verificarsi a causa della perdita di attaccamento che porta a danni ai legamenti, da una eccessiva forte forza del morso, a malattie gengivali o a una combinazione di entrambi. L’eccessiva forza del morso tra l’altro è considerata in gergo odontoiatrico trauma occlusale primario, e ciò significa che il dente è stato sottoposto a una forza di morso estrema e continua oltre la sua tolleranza. Questo è spesso il risultato di digrignare o serrare i denti.

La condizione può anche derivare da un disallineamento del dente in cui il posizionamento gli fa sostenere una forza di morso maggiore di quella che dovrebbe generalmente tollerare. La progressiva malattia gengivale provoca invece un’estesa perdita ossea attorno a un dente, che a sua volta si traduce in un trauma occlusale secondario. Quest’ultimo si verifica quando le forze normali vengono applicate ai denti, ma i legamenti non sono in grado di resistergli a causa dell’entità della perdita ossea.

La malattia parodontale è infine una delle cause più comune di allentamento dei denti, e che può necessitare della tecnica dello splintaggio che un professionista del settore valuta attentamente avvalendosi di materiali specifici e approfondite analisi del problema. In questa tecnica, fili di fibra di vetro incorporati in una matrice polimerica bis GMA (resina) vengono utilizzati per rinforzare il materiale di riempimento bianco composito che unisce i denti mobili. I fasci di fibre di vetro sono incorporati nella stessa matrice che si trova nel materiale composito (riempimento bianco), e si ottiene un vero legame tra le fibre e il composito stesso.

A cosa serve lo splintaggio ortodontico ai denti

I denti che si sono allentati a causa della perdita di tessuto gengivale possono beneficiare di una nuova tecnica chiamata splintaggio ortodontico che unisce i denti deboli, trasformandoli in una singola unità e che è stabile e più forte dei singoli denti.

La procedura è più comunemente eseguita sui denti anteriori ed è molto semplice; infatti, i denti vengono uniti utilizzando un filo sottile rinforzato con fibre che gli consente di aumentare così la loro stabilità. Questo è un fattore che consente ai denti deboli di funzionare normalmente, e la procedura tra l’altro è vantaggiosa poiché consente di salvarli. Se ciò non bastasse per chiarire a fondo il concetto, va altresì aggiunto che lo splintaggio riduce anche il dolore che un dente molto mobile può causare specie quando si mangia.

I denti anteriori mobili inferiori sono in tal senso i più soggetti a questo inconveniente, ed in particolare in quelli che lamentano una malattia parodontale abbastanza avanzata. Quest’ultima nonostante gli evidenti progressi scientifici e tecnologici spesso non ha molto successo. La mobilità è infatti causata da una perdita dell’osso di supporto attorno alle radici dei denti. Anche un trattamento parodontale completo non può quindi sostituire questo osso mancante e la prognosi di conseguenza è infausta.

Il modo più logico per trattare la mobilità una volta che la malattia parodontale attiva è sotto controllo, sarebbe quello di steccare questi denti mobili optando per la tecnica dello splintaggio ortodontico, un intervento viene consigliato da tutti i centri specializzati come lo studio di ortodonzia a Verona Sorridi con Piacere.

In quali occasioni si ricorre allo splintaggio dentale?

La tecnica dello splintaggio ortodontico viene adottata quasi sempre per collegare i denti da canino a canino nel caso dell’arcata inferiore e da laterale a laterale in quella superiore, ed in entrambi i posizionamenti il tecnico esperto cerca di individuare quali sono i denti che tendono a spostarsi.

Detto ciò, va altresì aggiunto che il fissaggio può avvenire sia con l’utilizzo di un filo metallico sagomato manualmente che con una scansione in 3D. Tuttavia è importante sottolineare che ottimi risultati sia in termini di efficacia che di estetica li forniscono anche splintaggi realizzati con della fibra di vetro ugualmente resistente e in grado di svolgere il suo lavoro senza subire danni strutturali.

A questo punto va sottolineato che la tecnica dello splintaggio ortodontico non è invasiva, e non pone limiti all’abituale igiene quotidiana dei denti; infatti, si può utilizzare sia lo spazzolino manuale che quello elettrico e persino il filo interdentale, quest’ultimo appropriato dopo ogni singolo pasto.

A margine va aggiunto che la tecnica dello splintaggio ortodontico viene consigliata dagli specialisti del settore a seguito di cure di vario genere dopo l’uso prolungato di un apparecchio fisso, e nei casi in cui è necessario evitare che i denti ritornino nella posizione originaria. Nei casi di malattie paradontali come ad esempio la piorrea, lo splintaggio viene utilizzato per fornire maggiore stabilità ai denti indeboliti e causati dalla condizione stessa. Vari metodi di splintaggio sono impiegati oggi dai dentisti, anche se la tecnica più diffusa è quella che prevede l’utilizzo di un filo ortodontico in acciaio inossidabile incollato sulla superficie interna dei denti con un composito che funge da stecca.

Questo metodo per risultare efficace deve essere seguito minuziosamente dal tecnico e soprattutto con materiali di alta qualità; infatti, il filo metallico è piuttosto rigido e di conseguenza tende a staccarsi nel tempo se non vanta requisiti specifici in termini di robustezza. Premesso ciò, va altresì aggiunto che l’elasticità delle fibre è benefica per la guarigione del tessuto dentale di supporto.

Uno splintaggio ortodontico in fibra costruito in questo modo darà vita ad una struttura integrata affidabile, e che fornirà una soluzione potenzialmente a lungo termine al problema dei denti mobili. Infine vale la pena sottolineare che le fibre sono trasparenti e impercettibili quando sono coperte con il materiale di otturazione composito colorato simile al dente del soggetto interessato, e quindi è possibile creare una stecca esteticamente gradevole all’interno della bocca e tra i denti mobili.

Salvare i denti con lo splintaggio ortodontico

L’avulsione è definita come lo spostamento completo del dente fuori dal suo alveolo con rottura delle fibre del legamento parodontale, rimanendo alcune di esse aderite al cemento e il resto all’osso alveolare. Questa condizione è più frequente nei giovani denti permanenti poiché lo sviluppo della radice è ancora incompleto.

Le stecche per lo splintaggio vengono utilizzate per immobilizzare i denti traumatizzati che hanno subito danni nelle loro strutture di supporto, impedendone il movimento costante. Inoltre è importante aggiungere che anche dopo il reimpianto è necessario utilizzare delle stecche per immobilizzare i denti almeno durante il periodo iniziale, in quanto condizione essenziale per la riparazione del legamento parodontale. Infine va detto che l’uso di uno splintaggio ortodontico semirigido è più indicato di quello rigido, ed in entrambi i casi il loro tempo di permanenza e l’influenza sul processo di guarigione e riparazione sono subordinate alle condizioni dentali del paziente e alle metodologie adottate dall’esperto in ortodonzia.

L’unico modo per evitare che uno o più denti cadano è sottoporsi a un intervento dentale. Una procedura nota come splintaggio ortodontico può rinforzarli e ridargli stabilità. La migliore difesa per i propri denti è mantenerli con la cura preventiva del dentista, ossia con pulizie regolari e trattamento in caso di problemi. In presenza di malattia parodontale, lo splintaggio può anche in questo caso aiutare a prevenire ulteriori danni ai denti.